Con gli anni s’è guadagnata la nomea di capitale della scena elettronica nostrana, in primis con i suoi numerosi festival e i suoi artisti che, soprattutto negli ultimi tempi, si sono affermati nel panorama internazionale con release sfornate dalle label più prestigiose, uno fra tutti Lorenzo Senni su “Warp” (ne abbiamo gia parlato  qui ). Ciò che differenzia la scena torinese dalle altre, è l’avanguardia delle proposte, mai scontate e avanti anni luce rispetto ai soliti nomi triti e ritriti che affollano le line up dei party di mezzo mondo. Di solito, invece di una ricerca approfondita del panorama musicale globale e la conseguente proposta di nuovi artisti, si pensa più a quanta gente “muove” quel dato artista e al guadagno. Torino ha invertito rotta, puntando sulla qualità, scelta che ha ripagato nel tempo, assicurandole una crescita costante anno dopo anno, dando vita a una scena florida, attiva e coesa, attirando giovani non più solo a livello locale. E’ un modello vincente; vincente come “Club to Club”, lo storico appuntamento che da 15 anni mette a segno un successo dopo l’altro, edizione dopo edizione, questo grazie alle due figure chiave di Giorgio Valletta e Sergio Ricciardone, fondatori di “Xplosiva”, associazione che organizza il festival. Se anche voi siete abituè di “C2C “o semplicemente volete saperne di più, Carlotta Petracci ha scritto e diretto “Sunshine in November”, documentario che narra la storia di C2C, dalle prime edizioni con artisti locali, fino ai grandi numeri di oggi. Grandi numeri sono di casa anche a “Movement” ; Torino come Detroit, entrambe si sono in qualche modo rilanciate anche attraverso alla musica, entrambe hanno un legame indissolubile con l’industria automobilistica e la techno ed entrambe hanno il “Movement”. Festival che in queste vesti vede la luce nel 2006, ma che di fatto nasce dalle ceneri di “DEFM”, (Detroit Electronic Music Festival ) e “Fuse In” nel più lontano 2000. La prima volta che lascia i confini USA è il 2006, in occasione dei Giochi olimpici invernali, per poi mettere radici e crescere sempre più, fino alle 15000 presenze delle ultime edizioni. Propone sicuramente line-up meno d’avanguardia rispetto a C2c, ma per scelta; rappresenta l’anima di Detroit e il suo sound ed è li che affonda le sue radici. Propone invece line-up inesplorate”Jazz ReFound”, che intelligentemente va ad abbracciare tutte quelle sonorità più black, fin’ora sconosciute in questo campo. Probabilmente l’evento più in ascesa e di cui riparleremo sicuramente. Si parla già tanto e da tempo del “Kappa Futurfestival” con line-up composte da nomi altisonanti, ma che puoi trovare in ogni parte del globo e in ogni periodo dell’anno.  Ad arricchire la scena ci sono realtà appena nate come “Todays”, che vede tra gli altri M83 o Solwax esibirsi davanti un pubblico da “tutto esurito” già dalla prima edizione o il defunto “Traffic” che come  “Todays” non propone solo elettronica e ha visto tra gli altri The XX, James Blake e Mount Kibie esibirsi davanti ad un pubblico che, per farsi trasportare dalle note dei loro artisti preferiti non ha dovuto sborsare neanche un euro. Ma Torino non è solo festival, è anche e soprattutto club, artisti, collettivi e tutto ciò che ha creato.  Il nostro viaggio nella Torino elettronica non è ancora finito.