Il viaggio che stiamo per affrontare ci porta verso spazi e melodie ai più sconosciuti; si perchè dovessi farvi il nome Nirvana voi, quasi per abitudine, menzionereste NevermindBleach In Utero e va tutto bene perchè niente di tutto questo è sbagliato però manca qualcosa.
Sì, manca un pezzo che per molti non è fondamentale ma per un orecchio attento merita sicuramente una menzione ed un ascolto perchè parte effettiva della carriera e della vita(musicale) di Cobain e soci: Incesticide, terzo album in studio per il trio di Aberdeen, album composto interamente da B-Sides o cover.

Vogliamo così tuffarci ad occhi chiusi in questo piccolo mondo che vi stupirà sicuramente per la profonda disperazione e l’immediatezza dei pezzi che alla volte cavalcheranno l’onda di un punk non ben definito e altre volte sfoceranno in un grunge che sa tanto di richiesta d’aiuto e si porta addosso tutti demoni e i problemi di Kurt Cobain.

Il primo pezzo che incontriamo è quasi un avvertimento a quello che troveremo dentro e cosi dopo il riff di basso si va dentro a quello che Dive è ovvero un invito per il dolore a Tuffarsi nel corpo inerme di Cobain e morire dentro di lui: “Pain… Dive… Dive in me(Die with me)” e tutto procede e si allinea con la partenza di Sliver dove basso e voce ci descrivono un Cobain insofferente abbandonato dai genitori, con toni quasi parlati fino al feedback che lascia spazio alla quasi supplica fatta ritornello “Grandma take me home“, che cobain ripeterà ad ogni chorus e che ci accompagnerà fino all’ultimo emblematico verso:

I wanna be alone

Ma se tutto questo non dovesse bastarvi abbiamo un cambio quasi repentino perchè nel mezzo sono concentrate tracce che cavalcano una chiarissima onda punk, vi parlo per esempio di New Wave Polly che altro non è che una rivisitazione della Polly contenuta in Nevermind(1991) o ancora di un pezzo come Downer che alterna il parlato della strofa con un sottofondo costante ed incalzante di batteria e basso al solito cantato sporco condito da scream taglienti ed esasperati di Kurt, non facendosi mancare una strofa finale piena di sentimenti come questa:

Slippery pessimist hypocrite master
Conservative communist apocalyptic bastard
Thank you dear God for putting me on this Earth
I feel very privileged in debt for my thirst!

Prima di chiudere con questo disco ci aspettano però due pezzi che sono il vero fulcro e cuore di tutto il lavoro e che ci lasciano un immagine dei Nirvana chiara e potente. Hairspray Queen è un pezzo delirante, con una chitarra che sembra sempre dover uscire fuori dal pezzo e gli scream agonizzanti di Cobain che non sembrano reali per poi trasformarsi in un sussurrato ossessivo e poi ricadere ancora in urla che somigliano quasi al lamento di un animale morente.
È un pezzo delirante, sì, ma è anche uno dei momenti più alti di tutto il disco.
Disco che si chiude con un pezzo che racchiude tante cose dentro di se: Aneurysm. Disturbi psicologici e tormenti, dolore e autolesionismo. Aneurysm parte con un crescendo di bending su una chitarra distorta, con basso e batteria che accompagnano per poi sfociare in un classico riff distorto per tornare, dopo, sui bending e poi lasciare spazio alla strofa che quasi si mescola con il ritornello per andare a creare il pezzo più intenso di tutto l’album, messo lì come una lapide a fine disco. Il testo è l’insofferenza di Cobain messa su foglio ed urlata all’ascoltatore, tutta concentrata in dieci righe ripetute allo sfinimento, nei live quasi con voce svogliata e insofferente.

Come on over
Do the twist (aha)
Overdo it
Have a fit (aha)
Come on over
Shoot the shit (aha)
Love you so much
Makes me sick (aha)
Beat me out of me (beat it, beat it)
She keeps it pumpin’ strait in my heart.

Incesticide sicuramente non aggiunge niente ai Nirvana che conosciamo ma, riflettendoci, nemmeno toglie valore ad una band che ha segnato gli inizi degli anni ’90 con la loro musica e con un leader quanto mai tormentato, ma così fragile da togliere il fiato.
Incesticide è un disco che non va dimenticato o accantonato ma va ascoltato attentamente perchè al suo interno potrebbero annidarsi delle piacevoli sorprese, potreste anche stupirvi, come è successo a me.