E’ così che si dipingono, mandano elettronica pacata e mite, “romanticismi” da una terra fredda e desolata, nella quale, con soli 320.000 abitanti in tutta la nazione, diventa difficile creare una scena, un seguito, un pubblico, radunare gente, e di conseguenza è arduo vivere di musica qui più che altrove. In Islanda per crescere e farti notare non hai scelta, la tua musica deve varcare l’Atlantico verso metropoli affollate. A metà fra Young Lean e Frank Ocean, scrivono e cantano in islandese, fanno uso massiccio di vocoder che caratterizza fortemente ogni loro produzione, anonimi ed elusivi nell’aspetto e nell’immagine , nascondono la propria identità attraverso maschere totalmente bianche e misteriose, è solo la musica a dargli un’ impronta.  I testi scorrono lenti su basi scarne e semplici, la voce riempie quasi tutto lo spettro sonoro; hanno all’attivo un solo album “Icelandick” del 2015 che comprende 6 tracce, la punta di diamante è al centro, la 3 “Ekki Nog” (“Not Enough” in inglese ). Successivamente esce “Feeling” che parla del rapporto fra “boys and girls” con video annesso a dir poco osceno,  nel senso di molto esplicito. Perciò fate attenzione e tappate gli occhietti ai pargoli perché ad un certo punto senza preavviso, quando meno te l’aspetti, escono dildo da ogni dove.

Si sono fatti un nome nella loro Islanda senza mai fare esibizioni live, fino allo scorso dicembre, suonando all’ Harpa Concert Hall di Reykjavík, e successivamente un live per pochi fortunati su KEPX registrato all’interno di un Ostello. Oltre ad avere un nome atipico, maschere sul volto e video quasi hard, hanno anche vinto il “Grapevine Song oh The Year” che non dirà molto a noi su questa sponda dell’ Atlantico, ma potrebbe essere il primo passo per sentirli e vederli anche dalle nostre parti e ritrovarli fra le line-up dei nostri festival preferiti. D’altronde arrivano da una nazione che non ha mai dato tanto in fatto di musica, quantitativamente parlando, pochi nomi, come Bjork, Sigur Ros o i più recenti Of Monsters and Men; speriamo i prossimi siano i Vaginaboys