Se pensate che dalla California vengano solo capelloni surfisti o califfi dell’hip-hop non conoscete le Warpaint. Emily Kokal e socie, dopo il grande successo dell’omonimo sophomore del 2014, sono tornate lo scorso 23 settembre (via Rough Trade) con Heads Up. Il terzo LP è stato registrato in un paio di studi a Los Angeles e co-prodotto da Jake Bercovici (già dietro il mixer per l’EP Exquisite Corpse del 2008). Terminato un estenuante tour durato quasi due anni, le californiane si sono dedicate ai loro molteplici progetti paralleli, solisti o in collaborazione con altri artisti; ciò ha dato un nuovo impulso ed una diversa prospettiva ad un disco che rappresenta una svolta nella carriera della band. New Song è stato il primo – e unico – singolo promozionale.

Una composizione più semplice e meno perfezionista – le quattro hanno registrato individualmente condividendo lo sforzo creativo – si riflette in un irresistibile brano assai ballabile e per loro innovativo. Di matrice dance-pop e funk New Song, come una larga fetta dell’album, sacrifica il ruolo da protagonista delle chitarre a favore di un’inedita paletta di colori fatta di elettronica, loops e parti di drum machine. Un amore per la musica per di più espresso attraverso la notevole idea di mettere in comparazione una relazione amorosa con una canzone ascoltata per la prima volta.

La freschezza e la spensieratezza manifestate anche dal video comparso sulla loro pagina Facebook – apparentemente casuale e ambientato a NY, dove si divertono e cazzeggiano per le strade della città – aggiungono una dimensione inedita al sound del gruppo. Ma nello sforzo per diventare più orecchiabili e poppy le Warpaint perdono indubbiamente molta della loro peculiarità. Resta comunque impressa una nuova immagine della band, al tempo stesso luminosa e straniante, che si scrolla via la cupezza degli inizi disegnando un percorso, quello sì, ora preciso e riconoscibile.