La storia dei Merchandise è intrisa di morte e rinascita. Cresciuti nella scena punk/hardcore di Tampa, Florida, Carson Cox (voce) David Vassalotti (chitarra) e Patrick Brady (basso) nel 2008 formano un gruppo che attraverso numerosi lavori – fra cui tre LP e molteplici EP – riesce ad emanciparsi da un contesto musicale e culturale troppo stretto per loro. Alla fine è la 4AD ad assicurarsi le prestazioni dei floridiani e A Corpse Wired For Sound è il secondo album per la label, dopo che in After The End del 2014 erano già risorti una prima volta come rock band, allargando la formazione a cinque elementi. Il nuovo progetto, il cui titolo è stato ispirato da una storia breve di J.G. Ballard, segna un ritorno al passato per il trio mentre Lonesome Sound ne è l’ultima anticipazione prima della pubblicazione.

Perfettamente al centro fra post-punk, new wave e gothic-rock, il brano cristallizza la devozione dei Merchandise per il sound e l’estetica degli 80’s cercando al contempo di uscire dalle ideologie e dai concetti tipici della band. Un noise luminoso di chitarra elettrica squarcia atmosfere notturne intrise di malinconia e disperazione, in cui una drum machine pulsante cerca di ricucire le distanze tra Cox e Vassalotti, per la prima volta lontani in fase di composizione.

Fortemente connesso è il video diretto dallo stesso Cox, influenzato dai lavori di Kenneth Anger e Maya Deren. Rappresentazione mitologica e classica del testo, dove la donna è intesa come dea e l’uomo è il suo vascello, non vuole raccontare una storia bensì giocare con realtà e finzione alla ricerca di una sorta di ambiguità che rifletta al meglio l’esperienza personale del frontman: crescendo non si possono portare tutti gli affetti con sé, non c’è lieto fine, ma nello spettacolo di luci in cui viviamo ognuno trova pace nella propria solitudine.