I Growlers sono sempre stati una band in continuo mutamento. Nei cinque album precedenti – 3 sulla lunga distanza e 2 EP – il loro sound è passato dalla psichedelia al surf-rock, dal garage al pop, fissando le coordinate per quello che è stato definito come ‘beach goth’. Proprio in onore di questo genere musicale della California più oscura, da qualche tempo esiste un festival di cui il gruppo è organizzatore e main eventer. L’anno scorso il Beach Goth Party è stato teatro dell’incontro fra gli originari di Costa Mesa e Julian Casablancas. Devono essersi piaciuti molto poiché lo stesso leader degli Strokes ha deciso di produrre – assieme a Shawn Everett (War On Drugs, Alabama Shakes) – e pubblicare, tramite la sua Cult Records, il nuovo disco della band, City Club.

Accreditato unicamente ai due fondatori Brooks Nielsen e Matt Taylor, City Club è stato anticipato da un paio di singoli, tra cui la title-track e I’ll Be Around. Quest’ultima ha origine dalle coordinate sopracitate ma si muove su linee funky spingendosi addirittura verso sonorità afro alla maniera di William Oneyabor. Al di là di una parte ritmica notevole, di un’agile chitarra e di un sorprendente assolo di synth, I’ll Be Around è uno dei rari momenti dell’album in cui la nuova strada intrapresa non risulta troppo indebitata dalla figura carismatica e ingombrante di Casablancas.

Warren Fu (Daft Punk, Haim) dirige il relativo video, popolato da personaggi improbabili e fattoni, chiaramente ispirato all’estetica ed ai film musicali anni ‘70/’80 (vedi La Piccola Bottega Degli Orrori) così come dalla filmografia citazionista del primo Tarantino (Jackie Brown su tutti). Se da un lato il brano evoca la Los Angeles notturna e trendy, la controparte visiva esorcizza la morte e celebra chi, come i Growlers, nonostante contraddizioni e aspettative non soddisfatte, ha sempre vissuto a pieno la propria esistenza.