Soddisfare le aspettative dei fan è sempre difficile, ma è anche qualcosa che a EL-P e Killer Mike riesce abbastanza facilmente. Sorprendentemente però, anche stavolta il duo è riuscito addirittura a superarsi. Con sorpresa di tutti, RTJ 3 è uscito il 25 dicembre in freedownload, e sarà disponibile più avanti nel 2017 in copia fisica.

Questo terzo capitolo di Run The Jewels contiene tutto quello a cui siamo abituati e anche di più: il suono è sempre sperimentale e mantiene la solita influenza elettronica, le rime sono sempre aggressive e serrate e i due rapper sono sempre affiatati; la differenza è che questa volta il tutto è ulteriormente amplificato.
L’album si apre con un beat molto più tranquillo del solito, ma è un pezzo che aiuta ad entrare nell’ottica di ciò che si sta per ascoltare: la seconda traccia, Talk to me, è infatti dinamica, trascinante e ha un impatto a dir poco devastante.

Sulla stessa linea sono anche le tracce successive ed è particolarmente degna di nota anche la partecipazione di Danny Brown in Hey kids (Bumaye) su una strumentale spiccatamente aggressiva e dal suono quasi futuristico.

Non mancano tuttavia i testi più “impegnati” (anche questo in linea con la “politica aziendale” dei RTJ) come 2100, che comunque non stonano col resto e suonano quasi come un’improvvisa presa di coscienza, un momento di lucidità nella foga della battaglia.

Ad ogni modo il “piatto forte” del menù è forse Thursday in the danger room con la partecipazione di Kamasi Washington, il cui sassofono Jazz si sposa incredibilmente con i synth e le distorsioni di EL-P, creando un’atmosfera cupa e quasi noir, ma al tempo stesso dinamica.

In molti album, pur essendo realizzati in maniera magistrale, vi sono momenti in cui l’attenzione cala o qualche traccia meno interessante che si tende a saltare o non considerare, ma questo non è il caso: RTJ 3 non ha cali di potenza e scorre con estrema fluidità dall’inizio alla fine. È un disco completo: contiene elementi di Hip Hop e di Elettronica in beat curati, sperimentali e molto potenti, argomenti relativamente vari e ben trattati, scritti ed eseguiti con una tecnica precisa e creativa; il tutto amalgamato nel migliore dei modi.

Oltre alla tecnica impeccabile, EL-P e Killer Mike riescono a realizzare opere così solide grazie anche ad una sintonia rara e invidiabile che permette loro di collaborare in maniera estremamente efficiente e a prendersi il loro posto di diritto tra i migliori album dell’anno.