Steven Warwick è un tipo strano, si veste da bravo ragazzo ma ha lo sguardo sempre incazzato e da mezzo psicopatico. Per carità gli vogliamo bene, ma un po’ di inquietudine te la trasmette. Dalle foto che promuovono Nadir ti sembra tedesco, con questo taglio di cappelli cortissimo, baffetti e volto tondeggiante. E invece è di origine inglese. Visual artist e produttore ha cominciato a fare musica con l’artista Luke Younger, formando il duo noise/drone Birds of Delay. Poi si è trasferito a Berlino e ha realizzato un paio di album come Heatsick.

Nadir è il primo album dove Steven usa il suo vero nome e rappresenta un punto di rottura verso il passato, raccontando un presente fatto di ansia e precarietà. Uscito per la PAN records, l’album è una raccolta di panorami urbani; Berlino, New York e Los Angeles non sono solo le location dov’è stato registrato il disco, ma diventano l’ambientazione dove si muove la musica di Warwick, che descrive la vita contemporanea nelle metropoli.

Le composizioni sono minimali, realizzate solo con una drum machine e un synth, ovunque c’e un senso di alienazione e malinconia e qua la voce baritonale di Warwick aiuta. “CTFO” e “Get It Together” non sono ricche di suoni ma di ombre, con versi come “Why so sad?/Don’t feel so bad/Get out of bed” o “Why you cry? / It’s always in the mood that you say.”

Il punto massimo di ansia è “Low Ceiling“ che crea un senso di soffocamento, con pattern scuri e ruvidi che si ripetono come un mantra, trasportandoti in un luogo dove non c’è abbastanza spazio per respirare, il battito accellera, le narici si dilatano, senza trovare ossigeno. In “Racetrack Playa” Steven si sposta dalla città in un lago prosciugato in California, trasmettendo la solitudine e quella sensazione di isolamento dal resto del mondo che ti fa riflettere sull’essere vivo quando intorno a te non c’è nulla. “The Mezzanine” torna a essere incentrata nelle metropoli e ancora nella alienazione mentre si sente dell’umorismo cinico in “Millennial Vague” che conclude l’album.

Steven Warwick avrà pure uno sguardo da duro ma Nadir fa percepire la sua sensibilità, diventando il nuovo punto di partenza della sua musica. Tra malinconia e alienazione ci sarà sicuramente qualcos’altro.