Chi ascolta i Ministri in genere guarda male le persone in treno, in ufficio, in pizzeria. Magari è anche una brava persona, ma è incazzato per qualcosa e piuttosto di prendere una mazza da golf e spaccare tutto, si sfoga pogando ad un loro concerto. Che siano un effetto terapeutico?

Fidatevi, appunto, è una terapia. Un racconto scritto da 35enni e giù di lì che dopo essere stati arrabbiati con tutti vogliono trovare una persona, partner o meno, che li aspetti a casa dopo le 8 ore della “battaglia”, come la chiamano loro. Non è un disco per dimostrare qualcosa, ma per sistemare le cose con loro stessi. E con loro stessi intendo sia Davide, Federico e Michele che il ragazzo/a immedesimato/a nei loro testi.

Io voglio solo pagare una persona

Che mi metta in ordine la vita

Che mi faccia da servo e da padrone

Che mi dica non è ancora finita”

Questi versi sembrano il ritratto di Bojack Horseman, e quindi della nostra generazione, con questa voglia di trovare un po’ di tempo per fare i conti con il passato e chiacchierare con le proprie responsabilità. Non è un disco per gli altri perché non hanno bisogno di essere alla moda, di piacere a qualcuno, ma soltanto di fare quello che sentono. I Ministri sono sempre stati fuori moda, inadeguati in mezzo all’indie, alla trap, al pop. Inadeguati che sanno scrivere e parlare molto bene, con testi sottili e affascinanti che mirano dritto al cuore.

Si parla di amore, d’ansia  e della solitudine, probabilmente il tema più affrontato dagli artisti negli ultimi anni. È una presa di coscienza della propria posizione da individui, cominciare ad accettare che non si può rimanere sempre con il cuore duro, guardando storto la vita, ma costruire veri rapporti con gli altri.

Dai commenti su YouTube sembra che “Fidatevi” sia stato registrato con il culo, invece il culo lo spacca. Per scegliere i suoni i Ministri dicono di essersi chiusi un mese intero in studio, aggiungendo violini e arrangiamenti solidi. Alla fine non c’è niente di inaspettatamente nuovo, solo tanta, e squisita, genuinità.