Non se l’aspettava nessuno questo nuovo disco di Nicolas Jaar. Forse nemmeno lui.
Rilasciato con lo pseudonimo Against All Logic, utilizzato in passato solo per qualche singolo, 2012 – 2017 è arrivato come un fulmine a ciel sereno a riscuotere dal nevoso torpore invernale i corpi degli appassionati di elettronica. Un disco che forse Jaar ha messo insieme come semplice compilation di brani meno sperimentali del solito, una pausa dai suoni più ricercati che contraddistinguono i suoi dischi “ufficiali”, e che si è rivelato molto più di una playlist di possibili scarti.

Sessantasei minuti di classic house sporcata, in senso positivo, dall’estro di Nicolas Jaar, dalle sue invenzioni sonore, che qui ricoprono un ruolo meno preponderante del solito, ma comunque importantissimo. House music, ma non solo, c’è anche il funk e il soul, come in “This Old House Is All I Have” e l’energica “Know You”. Tutto però rimane splendidamente impuro e imprevedibile. Anzi la sensazione di imprevedibilità presente in tutti i lavori di Jaar qui è accentuata: veniamo ingannati da suoni e arrangiamenti familiari finché una scossa, un’interruzione, un suono fuori posto ci sposta dai binari.

In “Hopeless” il kick basso che fa sobbalzare la cassa toracica è circondato da disturbi e frequenze insolite che formano un mare sonoro simile a quello creato dal Jon Hopkins di Immunity. Mentre in “Some Kind of Game”, uno dei brani più semplici del disco, sono evidenti i richiami ad Aphex Twin, quello di un’altra compilation che fatto la storia dell’elettronica “Selected Ambient Works 85-92”. E il caro Richard torna, insieme ai cugini Autechre, anche nella singhiozzata “Flash in the Pan”, in cui Jaar lavora impeccabilmente sulle frequenze basse e sui suoni ovattati, che si scontrano con linee melodiche distorte a creare un’insolita atmosfera psichedelica.

Non mancano, ovviamente, tantissimi sample, che Nicolas Jarr amalgama nel tessuto sonoro in modo impeccabile. Questi ritagli di provenienze disparate (nell’ipnotica “Know You Such a Bad Way” ce n’è uno ripreso dalla “I am God” di Kanye West) rendono tutto 2012 – 2017 più caldo e umano, contribuendo, insieme ai rumori di sottofondo di scuola Burial, a bilanciare la freddezza tipica dei suoni elettronici. E proprio quell’atmosfera notturna metropolitana che viene dritta dalla dubstep di Burial è l’elemento alla base della riuscitissima “You Are Going To Love Me And Scream”, un brano che impressiona nella sua semplicità e naturalezza.

A chiudere il disco, che nella seconda parte prende toni più cupi e, appunto, notturni, ci pensa “Rave On U”, nove minuti di ignorante, sempre in senso buono, e diretta ambient techno di matrice aphextwiniana, su cui si poggia la malinconica melodia di un morbido synth che riempie gli spazi sonori. Quei pochi spazi lasciati liberi dall’incessante sezione ritmica.

La ciliegina sulla torta di un disco inaspettato e molto probabilmente unico. I più accaniti fan della musica di Nicolas Jaar sentiranno la mancanza del suo lato più sperimentale, ma d’altra parte questo lavoro più rettilineo con poche e studiate deviazioni sul percorso mostra un lato inedito del produttore newyorchese, più danzereccio, ma senza sacrificare nulla. E proprio questo rimanere in bilico fra l’ascolto in cuffia e quello partecipato rende ancora più visibile l’unicità e il genio di Jaar, che aggiunge un altro tassello fondamentale alla sua discografia, forse il più prezioso. Ma questo sarà solo il tempo a dircelo.