I Flaming Lips sono lo stereotipo del fattone dove andavi a prendere l’erba al liceo. Quei tipi di persone che in genere fanno i coglioni ma se si “applicano” sono bravi a fare un po’ tutto. Perché sono davvero demenziali dall’aspetto, non riesci a prenderli sul serio quando vedi la foto alla “Arancia Meccanica” su Facebook e i loro video. Cambi idea quando scopri i loro esperimenti sonori in “Yoshimi Battles The Pink Robots” del 2002.

Sono coraggiosi, lo sono sempre stati, e lo saranno sempre, con testi tragicomici e un’immagine delirante. Hanno cominciato nell’ 87 con del post punk, hanno visto passare il grunge e il nuovo millennio. Non si può dire che non si siano adattati ed evoluti seguendo il panorama musicale, infatti negli ultimi anni abusano dell’elettronica. E questo è solo da apprezzare.

Oczy Mlody è una parola polacca che si traduce in ”eyes of the young” e come titolo ci sta tutto visto l’andamento ingenuo e allucinato della loro musica, un po’ di anni ’60, un po’ lo-fi. Le sonorità riprendono “The Terror” e “Embryonic”, la pecca è l’atmosfera spaesata in cui è avvolto l’album. Una lunga  e lenta fiaba senza un vero e proprio svolgimento.

E dire che i beat di “How??” promettevano bene, e lo stesso vale per “There Should Be Unicorns” dove tra claustrofobia e surrealismo (“There should be day-glo strippers/Ones from the Amazon!”) saluti dolcemente la sanità mentale in favore di questi unicorni colorati molto trash. Poi ci si annoia fino a “One Night While Hunting For Faeries And Wizards And Witches To Kill”, dove torna l’amore di Wayne Coyne per esseri mitologici e battaglie epiche. Lui è proprio un cinquantenne strano. È uno che fa crowdsurfing dentro una palla di plastica trasparente e si veste da dinosauro tanto per dire. Chissà se dietro questo esibizionismo da cazzone c’è quella solitaria malinconia che si respira nel singolo Castle (se siete graphic designer guardate il video, lo amerete).

La cosa che rende Wayne ancora più strano è l’attaccamento morboso alla sua nuova dea, Miley Cyrus, tanto da farla comparire in “We A Famly” (senza la “i”, esatto). Ma di questo ognuno si farà un’idea.

Oczy Mlody è come guardare dentro un caleidoscopio rotto. Non ci sono i colori super saturi che la copertina dell’album suggeriva, ma tinte pastello, una sorta di trip alla Tame Impala finito male. I Flaming Lips sono ricchi di filastrocche ma si sono ritrovati soli nei lori deliri spaziali. È tutto come il video di Black Hole Sun dei Soundgarden con un filtro sbiadito di Instagram. Occhi grandi, enormi, esilaranti, che ti dicono “Ma come, non capisci?”.