Tornano dopo sette anni i Broken Social Scene con il loro album intitolato Hug of Thunder. Tornano con un album che sa di impegno e di movimento, dove la figura del fulmine evocata nel titolo sta a significare una scossa, una brusca presa di coscienza e un movimento fulmineo ma deciso. Hug of Thunder si presenta così, solido e calato nel mondo, scritto da un collettivo di artisti che farebbe invidia a chiunque.

La collettività è palpabile e apprezzabile sin dai primi lampi di questo disco, Halfway Home è un muro solido e inarrivabile di chitarre, batteria e le voci che si intrecciano. Qui sta la differenza con i loro connazionali Arcade Fire, infatti questi ultimi hanno preferito intraprendere ed allargare il loro stile dance mentre i BSC hanno deciso di buttarsi verso un rock più classico, privilegiando il lato più acustico e duro del loro stile.

Il connubio tra dolcezza e solidità musicale è evidentissimo nella loro Protest Song, dove la voce di Feist sa assere delicata come una piuma e pesante come un macigno nei ritornelli, così come i riff dolci di chitarra delle strofe danno il cambio alla batteria convulsa dei ritornelli. Nel mezzo troviamo la sognante Skyline, con un’opening acustica perfetta, una voce ampia e carica di risonanze.

Vanity Pail Kids è il colpo allo stomaco dell’album, le due voci che si unisco in un ritornello trascinante per poi abbandonarsi alla confusione dell’intreccio parlato e distorto, catapultandoci in un mondo frenetico e senza meta. La realtà che ci troviamo ad affrontare quotidianamente. Segue diretta la title track Hug of Thunder, esattamente la manifestazione dei sentimenti che il mondo ci rimanda e noi teniamo dentro in attesa del fulmine, la scossa che può regalarci il movimento.

All along we’re gonna feel some numbness
Oxymoron of our lives
Getting fed up by that hunger
Supersize we found inside
They will know it’s real, our numbness
Catching up and climbing life
Speaking like a hug of thunder
Lit up by the lights at dusk outside

Poi improvvisa e inaspettata è la chiusura con Mouth Guards of the Apocalypse, pezzo disilluso e pieno di rabbia verso eroi cazzoni e miti di carta pesta, fragili e inconsistenti come una pioggerella estiva. Il fulmine che si manifesta nelle parole taglienti come coltelli.
Hug of Thunder è un prendere consapevolezza di noi stessi e metterci in movimento per cambiare se non tutto qualcosa delle nostre vite, è uno spaccato del mondo nella chiacchierata di due amici che lo osservano da lontano dopo averlo vissuto.