Mettiamola così, se vai alla Biennale di Venezia e ti metti a ridere davanti alle installazioni lascia stare questo disco. No Waves non è musica, ma una performance artistica eseguita al Big Ear’s Festival 2014 dove il noise si aggiunge ai video. Quello che conta quindi è l’esperienza catartica, non le melodie. Anche perché non ci sono.

Body/Head è il progetto solista di Kim Gordon, bassista dei rimpianti Sonic Youth, con il chitarrista sperimentale Bill Nace. Ne deriva un flusso di suoni improvvisati, le parole di Kim che ripetono come un mantra. Si sentono molto le loro radici, la New York di fine anni ’70 di Lydia Lunch ed echi a gruppi come gli Swans. Il tutto portato a livelli estremi. Viene da chiedersi come mai una etichetta come la Matador, una specie di Sub Pop più pop, rilascia album così “estremi”.

Kim Gordon non vuole fermarsi, è l’unica che continua il lato sperimentale dei Sonic Youth, ma rimane sperimentazione fine a se stessa. Un disco che sembra un Metal Machine di Lou Reed contemporaneo, perché alla fine è di noise che si sta parlando, con una Kim che cerca una dimensione onirica nelle linee vocali che respirano dolorose. L’attitudine è quella del punk, la ritmica è assente e non c’è una struttura. Si procede con progressioni di atmosfere, da una apparente tranquillità a suoni angosciosi. Sono tre canzoni, due inediti (“Sugar Water”, ”The Show Is Over”) e “Abstract/Actress” un meshup  che proviene dall’album di debutto Coming Apart. Diventa interessante il concetto del duo di due chitarre che si intrecciano nel rumore e la loro percezione. Quante chitarre sembrano? In quanti stanno suonando?

Sicuramente il live sarà stato un’altra cosa, più empatico e catartico, soprattutto con l’aiuto dei video, ma è davvero difficile l’ascolto del disco per intero. È un’ opera astratta, non può essere giudicata al primo ascolto, troppo avant garde e troppo coraggiosa. Un gioco di forme che si ripetono e si sovrappongono, ogni volta che riascolti lo stesso pezzo riesci a cogliere qualcosa in più. Per fare questo però serve pazienta, tanta pazienza. Sicuramente Kim è dell’idea che l’Arte sia per pochi, e i Body/Head ne sono la prova. No Waves è un album sulla percezione dei suoni, troppo difficile da comprendere.