Tornano i canadesi BADBADNOTGOOD con IV, quarto capitolo della loro carriera discografica, quinto se considerato Sour Soul, album composto e prodotto con Ghostface Killah, membro storico del Wu-Tang Clan. Vi racconteremo il disco attraverso cinque cruciali punti.

Chi sono i BADBADNOTGOOD?
Il disco
Tracce migliori
Sperimentazione
Conclusioni

CHI SONO I BADBADNOTGOOD?

I BBNG sono Mattew Tavares (tastiere), Chester Hansen (basso) e Alexander Sowinski (batteria). I tre si conoscono all’Humber College Jazz Program di Toronto e una volta confrontate le loro attitudini musicali, in particolare per l’hip-hop, decidono di fondare il gruppo e avviare questo progetto sperimentale che mischia jazz, elettronica e hip-hop, appunto. Nel 2011 esce il loro primo EP intitolato BBNG, completamente autoprodotto. L’anno seguente pubblicano BBNG2, sequel del primo EP, dove si evidenziano le loro chiare inclinazioni per la black music. Nel 2014 esce III, dove il trio si allontana definitivamente dalle rivisitazioni e le cover in chiave jazz-elettronica che componevano e distinguevano gli album precedenti presentando materiale completamente inedito che si rivela un vero e proprio colpo da maestro che li emancipa definitivamente. Nel 2015 esce Sour Soul, EP in collaborazione con Ghostface Killah, produzione che sottolinea tutte le loro tendenze hip-hop. Leland Whitty (sax) è l’ultimo arrivato della band, unitosi a loro per l’album IV.

IL DISCO

IV è la dimostrazione di come la tradizione jazz possa essere mandata avanti senza scombussolare le fondamenta del genere e senza far storcere il naso agli appassionati. Con questo disco i BBNG riescono a fondere la loro personalità ad una corrente musicale davvero complessa, che da decenni gode di una critica molto giudizievole che al primo azzardo non si fa molti scrupoli ad abbattere la sperimentazione. Il quartetto canadese riesce ad andare oltre e mettere d’accordo tutti: da una parte gli appassionati e i loro seguaci che non possono far altro che accogliere con giubilo questa uscita, dall’altra chi si sta avvicinando da poco al genere una produzione simile può risultare una scoperta davvero interessante. In IV troviamo le tendenze che hanno distinto il gruppo fino ad oggi tutte mescolate insieme. Jazz, elettronica, hip hop, sprazzi acid, krautonici. I BBNG riescono ad infilare nel disco Colin Stetson, Sam Herring dei Future Islands, Mick Jenkins, Charlotte Day Wilson e Kaytranada, rispettivamente, nel funk di Confessions Pt. II, nel flow di Time Moves Slow, nel soul-gangsta di Hyssop Of Love, nella lounge di In Your Eyes e nel groove notturno e quasi sognante di Lavender. Tutto ciò con una semplicità pazzesca dimostrando la loro incredibile versatilità. Il disco prende tendenze grossomodo pop che portano la loro musica sia all’orecchio pretenzioso che quello non abituato al genere. Tendenti all’universalismo, in pratica.

TRACCE MIGLIORI

Tra le tracce migliori spiccano diversi pezzi che, chi per un motivo, chi per un altro, fanno la loro figura e sottolineano tendenze, sfumature, peculiarità che il gruppo tiene molto a sparare in faccia, delle volte quasi con manierismo, riuscendoci però sempre con una certa verve. Structure N. 3 e Speaking Gently, revisioni jazz-electro, in altre parti space-prog, li mostrano capaci di rovesciare quella stessa tradizione, smontandola e riassemblandola pezzo per pezzo con dei veri e propri colpi di genio. Non sono da meno le già citate Time Moves Slow e Confession Pt. II che risultano delle vere e proprie novità di genere, mostrando la capacità, più volte sottolineata negli album precedenti, di toccare tutti quei generi che fanno parte del filone della black music.

SPERIMENTAZIONE

Una delle qualità più importanti e decisamente distintive di questo quartetto è sicuramente la vena sperimentale che ha distinto le loro cinque produzioni fino ad oggi, portandoli ad essere probabilmente uno dei gruppi più innovativi della scena. Compito arduo il loro, reinventare uno stile, e soprattutto trovare un equilibrio tra la tradizione e stile personale. Hanno sempre avuto un taglio oscuro, notturno e cinematico avendo però cura di proporsi su un versante definibile pop. Il loro osare continuo gli ha donato una scioltezza disarmante rendendoli adattabili a qualsiasi tipo di sfumatura immaginabile.

CONCLUSIONI

IV è un disco completo, pregno di qualunque caratteristica per essere un’ottima uscita. I BBNG sono arrivati finalmente a comporre qualcosa di compiuto e definito, personalissimo, riusciendoci perfettamente. Nulla di eccessivamente studiato, tutto figlio di una spontaneità che fa di loro dei veri e propri creativi. E bravi questi BBNG.