Lande nascoste, territori inesplorati, rituali antichi, paesaggi industriali, scorci di vita o di posti lontani. Un viaggio sonoro atipico e profondo, a volte spinoso, a volte avvolgente, un percorso intricato tra rovi, bambagia e ancora rovi, potenza mista a sussurro. “Mai Mai Mai” non è per tutti, servono le istruzioni per l’uso perché è merce rara, underground pura. D’altronde non ci si poteva mica aspettare l’ultima hit da passare in radio, da Toni Cutrone, fondatore tra l’altro, del “Dal Verme” di Roma, un locale che ha puntato tutto sulla scena indipendente italiana, diventando punto di riferimento per questo particolare movimento musicale, scovando e proponendo prima di tutti artisti come: “Heroin in Thaiti” “Father Murphy” “Squadra Omega” o “Uochi Tochi”. Ma le influenze più consistenti non provengono solo dai suoi gusti musicali, ma soprattutto da paesi lontani, da viaggi consumati in infanzia, viaggi che Toni intraprese con la famiglia, tra Europa e Medio Oriente; ricordi vivi che affiorano fra il noise e la distorsione delle sue opere. Lo scorso ottobre, via “Boring Machine” (label veneta che produce solo artisti nostrani) è uscito “Phi”, capitolo conclusivo della “Trilogia del Mediterraneo” composta in realtà da 4 release, “Theta” “Delta”, “Petra” e “Phi”.

Quest’ultima vanta le collaborazioni del  musicista avant-folk Luca Venitucci e la leggenda delle percussioni Lino Capra Vaccina, un eccellenza italiana che ha segnato trasversalmente la musica popolare. Collaborazioni che arricchiscono quest’ album che sa di ritorno a casa, l’ultima parte del trittico, l’ultima tappa di un viaggio attraverso le onde del  Mediterraneo, un cerchio che si chiude, e che si aprì nel 2013 con Theta. Prima di “Mai Mai Mai” e prima del circolo Arci romano, il percorso artistico di Toni era stato segnato anche dagli “Hiroshima Rocks Around” “Dada Swing” e Trouble VS Glue (con Lady Maru) di cui Toni fu membro; dopo tali esperienze con altri artisti, decide di dare vita a “Mai Mai Mai” primo suo progetto solista attraverso il quale  abbraccia un po tutti quei generi e sottogeneri che nascono dalla sperimentazione più pura: electro noise, industrial, ambient, field recordings, e dronescape. La discografia, oltre alla “Trilogia del Mediterraneo” comprende “Sette Note in Nero” soundtrack composta negli anni 70’da Bixio-Frizzi-Tempera per il film omonimo di Lucio Fulci, e LL MMM in collaborazione con “Lunar Lodge” alias di Lorenzo Lamanna. Inoltre gestisce la NO=FI Recordings, punto di riferimento per la scena più underground non solo nazionale ma anche europea ( Ensemble Economique, Heroin in Thaiti, Fuzz Orchestra). Un artista che tramite le sue opere va oltre all’elettronica e oltre alla musica trasportandoti in un trip sonoro inaspettato, non per tutti.