Siamo in un epoca dove è sempre più difficile delineare un genere, uno stile, una canzone. Eppure tutto è etichettato, tutto è messo dentro un grande contenitore, la grande famiglia del rock, l’elettronica e le sue sfumature, il pop mainstream, classica colta, trip hop, glitch, lo-fi….. potrei andare avanti giorni, mesi, anni. Nella musica troviamo sempre più sperimentazione con conseguente nascita di nuovi generi a cavallo di altri generi, a loro volta a cavallo di altri generi; e mondi apparentemente lontani per stile, storia, impatto sociale e pubblico, che avvicinandoli, fondendoli, capiamo di aver creato qualcosa di nuovo partendo da qualcosa che è sempre esistito. E’ ciò che è capitato quando qualcuno, probabilmente in preda a deliri alcolici, ha pensato bene di avvicinare due mondi apparentemente opposti ma mai tanto vicini e complementari: elettronica e musica classica. In realtà sono gemelli separati alla nascita, il legame si instaurò già agli albori dei due stili, l’elettronica infatti nasce dall’incontro di diverse necessità. Fisici con la voglia di creare nuovi strumenti, direttori d’orchestra o musicisti classici con necessità di sperimentare e tecnici provenienti soprattutto dal mondo radio che unirono i pezzi del puzzle, basti pensare al fisico Lev Termen e il suo Theremin, o il più recente Robert Moog e i suoi storici sinth Moog, Stockhausen e i suoi studi classici che sfociano poi in sperimentazione pura. Questo processo prese forma , subito dopo la creazione dei primi strumenti elettronici nell’ 800 che, per scomodità e la quasi impossibilità nel suonarli, non ebbero la forza di creare musica ne tanto meno un qualche genere musicale. Ma da lì in poi le cose cambiarono, seguirono strumenti più piccoli e più “suonabili” che diedero vita a “musica concreta” “musica elettronica” “computer music” e “tape music” in poche parole “musica d’avaguardia”. Tutte queste correnti, e relativi strumenti inventati ad hoc, scaturirono anche dalle menti di direttori d’orchestra o musicisti classici con voglia di sperimentazione, di spingersi oltre in qualcosa che ancora non c’era.  E’ tempo di ricambiare il favore, è tempo che l’elettronica doni quel qualcosa che manca alla classica per essere fruita anche da noi “giovini” . Ecco che orchestre come la Montpellier Philharmonic Orchestra o la Roma Sinfonietta con decine e decine di elementi si fondono con le drum-machine dell’immenso “The Wizard” Jeff Mills , o Carl Craig e la sua Innerzone Orchestra o ancora il pianista svizzero Francesco Tristano e lo stesso Carl Craig e Moritz Von Oswald, o nella sfera più Techno-trance troviamo Armin Van Buuren e Paul Van Dik.  L’accoppiata Elettronica – Classica, è molto di tendenza ultimamente, attirando pubblico e appassionati e dando vita a veri e propri dischi, uno fra tutti “The Bells” di Jeff Mills uscito sia in versione “dance” sia in versione “orchestra”. Anche l’ultimo Tomorrowland, svoltosi lo scorso luglio in Belgio, rimarca il fatto di quanto quest’accoppiata sia sempre più un must, facendo esibire la National Orchestra of Belgium con il riarrangiamento in chiave classica di successi storici del panorama dance contemporaneo. Ma non sono gli unici, addirittura la tv nazionale francese, ha messo in onda lo scorso 15 novembre un programma all’interno del quale, in ogni puntata vediamo esibirsi live un grande della musica elettronica con un grande della musica classica (con un po di jazz). Si inizia con Jeff Mills e il sassofonista Emile Parisien su pezzi di John Coltrane, per poi continuare con;Dubfire, Chloe, Electric Rescue(Bedrock Records, Soma, SCI-TEC, Cocoon) tutti accoppiati con musicisti decisamente più classici e i loro strumenti. Speriamo che anche la nostra TV ci proponga qualcosa di simile e che tra una Barbara D’urso e l’altra magari ci scappi anche un po di musica e cultura. Intanto con i nostri eventi nostrani stiamo andando sempre più nella direzione di unire musica e cultura usando l’una come tramite per l’altra, spingendosi sempre più verso giovani sempre più giovani. Questa è la direzione giusta e queste contaminazioni musicali aiutano a perseguirla, questa è cultura giovanile.