Da che mondo è mondo si sa: nei live Hip Hop il coinvolgimento del pubblico è una componente fondamentale, ma ad alcuni artisti rapire l’attenzione di chi sta sotto il palco viene spaventosamente naturale e uno dei migliori in questo è senza dubbio Kaos One: dal primo istante in cui sale sul palco fino alla fine gli occhi non possono fare a meno di seguirlo, le orecchie di ascoltarlo, le mani di muoversi a tempo.

Forse parte di tutto questo è l’importanza storica che il Don ha per il genere, ma di sicuro ciò che comunica dal palco anche a livello non verbale è inequivocabile e chi c’era ieri sera allo Shockando Festival di Piazzola sul Brenta (PD) –come a ogni altro suo live- sa di cosa parlo: l’inconfondibile voce roca, la passione che trasuda da ogni sua strofa e il trasporto con cui rappa comunicano più di qualsiasi parola e sembrano urlare:- Io faccio questo dall’86 e non ho intenzione di smettere perché questa è la cosa che amo di più al mondo.

Credo sia proprio questo il motivo per cui anche ieri sera così tante persone si sono radunate sotto al palco; la connessione che Kaos stabilisce con i fan non si può descrivere a parole: sei lì, la senti ed è bellissimo.

Un altro importantissimo punto di forza dell’esibizione è DJ Craim, suo ormai immancabile “compagno di giochi”. Craim non è il classico juke-box che fa partire i beat e si limita a guardare il rapper che ha davanti: lui interagisce, taglia, scratcha e rende unico lo spettacolo grazie anche alla sinergia che solo anni di musica fatta insieme possono creare. La loro è un’intesa che non necessita parole o spiegazioni.

Alla luce di tutto questo è quindi facile capire perché tra il pubblico si possano trovare persone dai 16 ai 50 anni che indistintamente cantano a memoria tutte le canzoni di Kaos One: le sue strofe sono incredibilmente complesse e personali, ma il rapper le comunica in maniera inequivocabile, diretta e quasi viscerale e, forse, questa fotta è anche il motivo per cui lui, disco dopo disco proprio non riesce a smettere.

A parte tutte queste considerazioni però –che potrebbero anche essere sbagliate- il succo del discorso è semplicissimo: se avete l’occasione di vedere Kaos dal vivo, fatelo perché vi porterete a casa qualcosa di unico e capirete perché amiamo così tanto questa musica.