Come una centrale elettrica (Kraftwerk in tedesco) hanno alimentato la musica dagli anni ’70 in poi, influenzandola, cambiandola, creando le linee guida da seguire; da lì in poi tutto cambiò. Pionieri e innovatori senza tempo, fecero della sperimentazione un mantra da osservare e riproporre, funsero da manuale d’istruzioni per tutti i musicisti a venire, dal Pop alla Techno, dalla New Wave all’Hip Hop. Sia che tu abbia la camera tappezzata da flyer di Jeff Mills o che tu abbia il poster con Justin Bibier e il suo ciuffo fluente, i Kraftwerk hanno comunque influenzato ciò che ascolti. Con la loro “elettronica” si sono infiltrati nella “disco music”  sancendo  l’inizio dell’elettronica moderna;  se oggi andate in discoteca e c’è un dj invece che un gruppo è anche un po colpa loro, prima “disco music” significava band, strumenti, voce, esibizione, basti pensare ai Mother Father Sister Brother (MFSB) o i più memorabili ABBA, Bee Gees o Donna Summer.

Ma, come abbiamo detto hanno influenzato tutto, dagli ambienti più underground a quelli più mainstream, segnarono la storia della musica moderna, precomponendo musica del domani. Ma ascoltando la musica odierna, guardando al mercato che oggi la musica muove, ciò che gli addetti ai lavori chiamano “industria”, Ralf e compagni cosa pensano? Siamo andati nella giusta direzione? Saranno contenti di ciò che hanno creato indirettamente?  Gia nel fatto stesso che la chiamiamo industria, non c’è un segnale d’allarme che qualcosa non va? che qualcosa ad un certo punto ha preso una brutta piega? ma poi industria di cosa, di sogni? di emozioni? o di moneta?  Forse sono questi gli interrogativi che echeggiano nella testa di Ralf e soci, decretando un blocco creativo che dura ormai da troppo, ma che, a detta dello stesso Ralf finirà a breve in quanto: “il gruppo sta continuando a lavorare a nuove tracce che vedranno la luce solo quando ci sarà qualcosa di rilevante per noi o per il pubblico”. Abbiamo detto che sono stati fondamentali per la musica odierna qualsiasi genere essa sia, certo, ma lo hanno fatto a colpi di elettronica, sicuramente non da subito, l’hanno presa larga, partendo da brani krautrock dei primi lavori  sino ad approdare alla loro elettronica minimalista che li contraddistingue. Le loro sono opere colte, un evoluzione naturale delle fatiche di individui come il connazionale Stockhausen (l’area intorno a Colonia fù molto importante per l’evoluzione della musica elettronica fra gli anni 60 e 70 ) o gli italianissimi Luciano Berio e Bruno Maderna e il loro studio di fonologia della RAI di Corso Sempione, direttori d’orchestra con la voglia di sperimentare, questo era la musica elettronica quando nacque negli anni 50 o meglio quando si evolvette nella composizione. Oggi c’è molta confusione e non si sa bene come etichettare un genere e la gente che attira, basti pensare alla recente cancellazione del concerto 3D dei Kraftwerk in Argentina, in programma il 23 di questo mese, motivazione? I 6 ragazzi morti di overdose all’edizione argentina del Time Warp. Cosa centra? In che strano modo sono collegati i Kraftwerk con Time Warp?  La risposta è semplice. Sulla schiena di Ralf Hütter e Florian Schneider e su quella di ogni seguace del Time Warp c’è affissa la stessa etichetta e dice “elettronica”. Intanto loro continuano a portare in giro per il mondo la loro musica e i loro spettacoli 3D, noi rimaniamo in attesa, nella speranza che ogni tanto mettano piede al Kling Klang studio per regalarci un nuovo album.