Quella mattina di novembre stento a crederci: Ellery James Roberts con un messaggio privato nella mia casella di posta mi dice chiaramente ‘che la mia proposta sembra molto intrigante e che sarebbe molto felice di farsi 4 chiacchiere con me’.

Ed io, che come molti sono cresciuto musicalmente nei primi anni 10, non potrei essere più felice. I WU LYF sono stati certamente una delle più grandi influenze che ha caratterizzato la mia crescita musicale.

Chiamo un amico, Emanuele, e insieme condividiamo la felicità per questa grande opportunità e iniziamo a metterci sotto per produrre un’intervista degna del nostro interlocutore. L’appuntamento è fissato su Skype per le 11UK (poi anticipato alle 10UK). Arriva il grande giorno ed Ellery entra su Skype con circa dieci minuti di ritardo. Gli scrivo io, lui mi risponde subito: “certo, dammi due minuti che mi preparo un caffè e poi ti chiamo”.

E poi, l’intervista comincia.

N.B. Sotto la traduzione trovate la versione originale in inglese.

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INTERVISTA AI LUH

WM: Allora, dai miei ripetuti ascolti del disco ho sviluppato l’idea che le canzoni siano incentrate fondamentalmente su uno di questi due aspetti: l’idea di ‘amore / relazione’ oppure di ‘critica / disapprovazione’ verso certi elementi che compongono il concetto di società.
Questa strutturazione (o i temi stessi) era chiara fin dal principio, dalle prime bozze del disco, o ha preso forma da sola un po’ alla volta durante la progressiva registrazione dell’album?

LUH: Ho iniziato a scrivere il disco nel 2012: in quel periodo ero disilluso nei confronti della vita, della cultura, e questo ha influenzato le canzoni. Nel 2013 mi sono trasferito ad Amsterdam insieme ad Ebony, e anche se avevamo trovato l’amore reciproco, eravamo entrambi disgustati da molti aspetti della società. Le canzoni che stavo scrivendo stavano sempre più venendo influenzate dal genere di conversazioni che intrattenevamo, e fungevano da documentazione delle idee e delle emozioni che provavamo al tempo – circa tra 2012 e 2014. Quindi credo di non aver mai voluto fare qualcosa di preciso e specifico; stavo solo tentando di articolare i pensieri e i sentimenti che entrambi provavamo al tempo.

WM: Questa domanda riguarda la relazione tra voi due – Ellery e Ebony. La vostra alchimia ha influenzato la stesura del disco? Le idee di uno sono state concretizzate grazie alla collaborazione con l’altro o avete lavorato insieme fin dall’inizio?

LUH: Credo che tramite Ebony io abbia trovato un senso di conforto e supporto: ciò mi ha permesso di scrivere con maggior onestà di quanto riuscissi in precedenza – stavo tentando di articolare la realtà, piuttosto che di raccontare una finzione come nel caso dei testi precedenti.
Ciò a cui Ebony stava lavorando nel campo visivo corrispondeva al genere di canzone che stavo cercando di scrivere, e avevamo molte influenze in comune.

WM: Ascoltando una traccia come ‘$oro’, quello che viene in mente è una sorta di disapprovazione nei confronti della società. Credo che l’auto-tune che impieghi qui sia una chiave di lettura fondamentalmente per questo pensiero: esso sembra quasi simboleggiare un’evasione, una implosione del mondo stesso, una rottura totale del sistema capitalista.
Credi che questo ‘sistema’ sia effettivamente necessario per avere una sorta di struttura e ordine in questo mondo?

LUH: C’è una parte di me che si aggrappa ad un senso di utopia, al potenziale umano: ma tutto ciò che vediamo sembra andare in direzione contraria.
‘$0R0’ per me è stata un’esplorazione della strofa ‘despite all my rage I am still just a rat in a cage”, accogliendo e accettando l’assurda disperazione e mancanza di speranza che esso trasmette. Credo nell’idea di un gruppo di persone consapevole di ciò che li circonda, che lavorano assieme ma in maniera autonoma e separatista: credo fedelmente nell’anarchico ‘illuminato’, quell’individuo che può lasciare un’impronta positiva sul pianeta. Il fatto è che la società di massa è soggetto ad un brainwashing piuttosto profondo da superare, prima che si possano effettivamente fare dei passi avanti; trovo che i sistemi rimuovano completamente l’umanità dalle persone. Il caos regna sul fondo.

WM: C’è qualche pensatore o scrittore che ha influenzato la stesura del disco?

LUH: Molti: le canzoni più ‘pesanti’ sono quelle che ho scritto per prime, ed al tempo stavo leggendo “Living in end times” di Zizek, “Philosophy for militants” di Alain Badiou.. come potrai immaginare dai titoli non sono libri molto allegri!
Più tardi ho iniziato ad interessarmi ai lavori di Joseph Beuys e Rudolf Steiner: ho trovato particolarmente d’ispirazione dei libro nello specifico, ‘We are the revolution’, e ‘All in the present must be transformed’. Il fatto è che tutti questi libri sono molto formali, accademici e per evitare di stancarmene ho accompagnato ad essi la lettura di alcuni lavori di Henry Miller – amavo la sua attitudine auto-distruttiva.

WM: Ai giorni nostri è davvero necessaria una piattaforma (la stampa specializzata / le etichette discografiche / etc) per trasmettere un messaggio, amplificarlo e permettere ad esso di raggiungere un’audience più estesa, per farsi così sentire?

LUH: Ad essere sinceri sì. O almeno, questo è quello che la mia esperienza mi ha permesso di capire: c’è una sorta di ‘mito’ che gira attorno all’idea di Internet, ovvero questo suo presunto merito di aver ‘livellato’ il campo di gioco: in realtà, ciò che è successo, è che ha invece creato dei nuovi pezzi grossi, ciò che serve, in fondo, è solo il denaro (e buone idee)!
Le etichette discografiche sono inefficaci, avendo staff ‘vecchio’ che non capisce il nuovo mondo – hanno buone intenzioni ma fanno fatica a superare la condizione di irrilevanza in cui si trovano. Se però un brano riesce a catturare l’attenzione di un audience ciò gli permette di viaggiare lontano: questa è stata la fortuna dei Wu LYF – i loro brani sono stati raccolti, trasmettevano qualcosa nel momento giusto e le persone hanno ascoltato.
Andando però oltre, nella realtà, oltre l’hype di internet, alcuni sistemi permettono di raggiungere il successo. Certamente, si può sempre seguire la strada ‘indie’: ma a dire il vero ho trovato la più grande soddisfazione nella concretizzazione del lavoro creativo, che comprende le canzoni e molto altro.. il resto del processo è noioso.

WM: E’ stato semplice per voi lavorare con Haxan Cloak? Vi siete trovati bene insieme fin dall’inizio? Considerando che avete registrato il disco in due settimane, mi viene spontaneo chiedervi se ha capito bene e subito quello che volevate fare, l’idea, il suono alla base del disco.

LUH: Le due settimane che abbiamo passato assieme le abbiamo utilizzate per registrare: ho passato precedentemente 12 mesi circa a comporre le tracce su Ableton.
Bobby, Haxan Cloak, essenzialmente ha guidato la ri-registrazione delle chitarre / piano / voci, riprendendo poi in mano le mie sessioni di Ableton per spremerle al massimo.  Per me è stato molto facile lavorare con lui, come fosse stato un vecchio amico. Rispettavamo in tutti i sensi la sua visione e quindi la collaborazione è stata perfetta: ci fidavamo di lui.
Avevo lavorato da solo per troppo tempo e c’era quindi davvero bisogno di un orecchio ‘esterno’ per una questione di prospettiva nell’ultima fase di realizzazione dell’album.

WM: Avete una chiara e definita idea riguardante il futuro della band? Prendendo in considerazione quello che è successo con i Wu LYF – il fatto che la band era diventata qualcosa di cui non volevi più far parte – ora che hai una visione più espansa e hai più esperienza alle spalle, sai come e dove muoverti per conservare la tua idea di questo vostro progetto, per evitare di scalfirla e per ‘non smarrire la via’ in futuro?

LUH: Ai tempi dei Wu LYF avevo molti pre-concetti e questa mancanza di flessibilità ha reso difficile la collaborazione.  Con i LUH stiamo facendo di tutto per rimanere aperti alle idee e alle influenze: ciò che è iniziato come collaborazione tra me ed Ebony è ora diventato una band di 4 persone. Le nuove canzoni sono più dirette, ‘dure’ e orientate verso l’industrial/rock. Stiamo solo seguendo le influenze e utilizzando l’energia collettiva di tutti coloro che ci lavorano sopra.  Lost Under Heaven è un’esplorazione, un documento della nostra vita nelle canzoni.  Sento che siamo in un momento in cui certe idee si stanno cristallizzando, diventando più definite – abbiamo intenzione di lavorare con il potere che deriva da ciò e seguirlo, facendoci portare in qualunque direzione esso indichi.
Credo che i LUH per me rappresentino un veicolo per affinare la mia arte di songwriting e performance. Per Ebony invece si tratta di un modo per creare esperienze visive – quindi fino a quando spingeremo noi stessi su questo livello, il progetto verrà portato avanti e guidato.

 

ORIGINAL INTERVIEW

WM: So, from my repeated listen-throughs of the record i’ve kinda developed the idea that the songs are centered either around the idea of ‘love / relationship’ or ‘criticism / disapproval towards certain aspects of the society’. Has this kind of structure (or the themes themselves!) been clearly defined since the early stages of the record or did it reveal by itself as the record was being made?

LUH: When I began writing the record, it was late 2012: I was living very disillusioned to life, culture… so this informed the songs… by 2013 I had moved in with Ebony, in Amsterdam… and tho we had found a love with each other we were both disgusted by many aspects of society… the songs I was writing were taking more and more from the kinds of conversations we were having, as always they function as a documentation of ideas and emotions of the time- kinda between 2012- 2014… So I guess I never set out to do something specific; just attempt to articulate the thoughts and feelings we were experiencing at the time

WM: This one’s about the relationship between you two – Ellery and Ebony. Has your alchemy influenced the creation/making of the album? Perhaps one’s ideas were brought to life thanks to the collaboration with the other or have you mainly worked on them together since the beginning?

LUH: I think thru ebony I found a sense of solace, loyal comrade and support: which enabled me to write with greater honesty than before… trying to articulate reality rather than decretive fiction of prior lyrics… visually she was making work that corresponded with the kind of song I was trying to write, and we had a great many influences in common

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WM: When listening to a track like ‘$oro’ what comes to mind is some kind of disapproval / reproval of society. I think the auto-tune you use on here seems like a key to this reading: it could symbolize an evasion, implosion of the world itself, a complete breaking of the capitalist system. Do you think that this system itself is effectively needed to have some sort of structure and order in this world? Could we ever be able to behave that way?

LUH: Here is a part of me that clings to a sense of utopia, to human potential: but all we see around us looks dumbfounded in the opposite direction. $0r0 for me was an exploration of the pumpkins lyric “despite all my rage I am still just a rat in a cage” embracing the absurd hopelessness of it. I believe in small woke minded people working together in a separatist sense: and I staunchly faithful in the enlighten anarchist, that actualised individual that leaves a positive trace on the planet. but mass society has a pretty deep generational brainwashing to over come before any progress can be made, systems all ways strip the humanity out of people, chaos reigns beneath

WM: So, are there any thinkers/writers that influenced the making of ‘Spiritual Songs’?

LUH: There were a whole host: I wrote most of the heavy songs first, at the time I was reading Zizek’s living in end times: Alain Badiou’s philosophy for militants… sort of on a one track path: not much joy! later I began to get into Joseph Beuys & rudolf stenier: theres one book, we are the revolution that I was very inspired by, also “all in the present must be transformed” the thing is these books are all quite dry/ formal/ academic…. something I tire of quite quickly: so I read thru man Henry Miller works around it; loved the flair of his self deconstruction

WM: Is a platform (the press system / a record label / etc) really needed to convey a message and amplify it in order to reach a larger audience and make yourself be heard?

LUH: To be honest yes. well at least this is what experience has proven to me: theres a myth around the internet of its levelling of the playing field, but in actuality it has just created new power players: and at the bottom line it just takes Money (& good ideas)… Labels are only ineffectual for they have old staff who do not understand the new world…. they have good intentions but are struggle to over come the irrelevancy…. However should a piece of music catch the ears of an audience it is able to travel far… this was Wu LYFs fortune, it just got picked up, spoke something at the right moment and people listen, but to go further, I.e in reality: beyond internet hype, certain systems enable its succes.. you can of course go independent: but for my, I have found my greatest fulfilment in the realisation of creative, songs and so on… the rest of it is a little tedious

WM: Has working with the producer Haxan Cloak been easy for you? Did you hit off well since the start? Considering that you recorded the album in like two weeks, did he understand easily and quickly what you wanted to make, the idea, the sound at the roots of the record?

LUH: Well the two weeks we spent was “recording” I had spent 12 months or so prior making all the tracks in ableton. Bobby (HC) essentially guided the re recording of guitar/ piano/ vocal and then re worked my ableton projects to achieve the fullest vision. He connected to something deep on the off, for me it was very easy working with him, like an old friend. we really respected his ear/ his aesthetics and understanding thus it was a perfect collaboration: we trusted him. I had been working to deeply alone for to long, it was needed to have an outside ear at the last moment of the process; for perspective !

WM: Do you guys have a defined idea regarding the future of the band itself? Considering what happened with WU LYF – the band becoming something you didn’t want to be part of anymore – now that you have more experience do you know where and how to move in order to retain your own idea of this project of yours and not lose sight of what you want to do later on in the future?

LUH: With WU LYF I had a many preconceptions and this inflexibility made it hard to collaborate. With LUH we are striving to remain open to ideas and influence. what started as a collaboration between me and ebony has now formed into a 4 piece band… The new songs are more direct; raw and industrial/ rock orientated… just following influences & collective energy of those working on it; So lost under heaven is an exploration, a documentation of our lives in song. I feel we are in a moment where certain ideas are crystallising. becoming more defined. we will work with the power that comes out of that and follow it where ever it takes us, and I guess with LUH fundamentally for me it is a vessel thru which to hone my craft of songwriting & performance. for ebony to create visual experience, so as long as we are pushing our selves on this level the project will be guided

 

I miei più sentiti ringraziamenti ad Emanuele che mi ha aiutato nella stesura e nella traduzione dei contenuti.