Venni in contatto con i Red Hot Chili Peppers che già Stadium Arcadium, nona fatica in studio della band Californiana, era stato pubblicato da un anno e la band era in tour. Questo non mi impedì di restare impelagato e coinvolto a livelli surreali nel loro mondo; più degli altri c’era una figura che mi attirava verso di se con forza inimmaginabile: John Frusciante, il loro chitarrista.
Fui così preso che divorai qualsiasi dove lui apparisse, dischi solisti e non. Poi il vuoto.
Il 14 Dicembre 2009, John “improvvisamente” decide di abbandonare il gruppo, ancora una volta(La prima uscita risale al maggio del 1992). Un colpo al cuore di quelli forti, strazianti ed una domanda che tutti si sono posti:
PERCHÈ?
Vorrei tentare, insieme a voi, di capire le ragioni di questa decisione e per farlo dobbiamo necessariamente usare i progetti solisti ed addentraci, per quanto possibile, nella complessa figura di John in quanto Uomo.


I’ve lost my proscpective
I’ve gone off the wall
Really not sure if i’m needed here at all

 

La prima pulce all’orecchio fu l’uscita di The Empyrean, album solista degli inizi del 2009, con il quale John si distacca dai precedenti lavori ed appare chiaro come l’influenza elettronica si stia facendo strada nel suo percorso artistico e per l’appunto nella traccia Dark/Light il passaggio sopra-citato ci fa storcere il naso… sarà indice di un possibile distacco?

Nemmeno ci lascia finire che già è fuori, “per dedicarmi ai miei progetti solisti” dichiara.
Probabilmente tutti si aspettavano un ritorno ai tempi di
Shadows Collide With People oppure To Record Only Water For Ten Days e invece lui ci lascia basiti con un EP Letur-Lefr ed un album PBX Funicular Intaglio Zone che a tutto somigliano tranne che ad un lavoro di John Frusciante.
Elettronica, Rap, Drum Machine, Synth e le chitarre quasi assenti.

A questo punto la spaccatura è grande e non si può tornare indietro; lui stesso dichiara esplicitamente di non voler cambiare direzione.
È proprio qui,
allora, che io ho intravisto la risposta al “Perchè?” che ci siamo posti verso l’inizio dell’articolo.
Il suo unico scopo era quello di fare musica, esplorare, sperimentare e mettersi in discussione.
A che prezzo?
Il prezzo è la popolarità distrutta, tanti fan persi. Tutto questo per ricongiungersi con il suo io più profondo, il John Frusciante che fa musica senza secondi fini, il John Frusciante che si diverte a mettersi in gioco.

Vi sembra un prezzo troppo alto da pagare?