Il panda non adempirà mai al suo destino, né tu al tuo, se non rinuncerete all’illusione del controllo.

Kung Fu Panda

Questo articolo nasce su consiglio di Tommi che si è dovuto sorbire i miei patemi per tre giorni e per tre giorni ha trovato il modo di farmi capire quanto fossero infondate le mie paranoie, sempre con educazione e gentilezza, cosa affatto semplice.

Uno: autostrada. Da Bologna a San Vigilio di Marebbe (la nostra meta) sono più di tre ore di macchina sull’autostrada del Brennero, un’autostrada a due corsie dove si va abbastanza sparati. Io ho paura della velocità e dei camion ma sulla Brennero i camion non si superano e in generale potete star certi che nessuno entra in strada con l’intenzione di fare un incidente. Se poco poco la piantate di guardare il telefono e stare con un braccio attaccato allo sportello e il piede sempre pronto a frenare su un pedale inesistente, vi accorgerete che da subito, intorno a voi, si aprono le montagne e l’aria inizia a essere diversa.

Due: stradine di montagna. In Trentino, la cura di questi aspetti è estrema, non per fare polemica ma siamo in Italia eppure non siamo in Italia, lo sanno da soli che una strada tutta tornanti non è il massimo della sicurezza, è tutto ben segnalato e arginato, ci sono piazzole di sosta, si va spediti ma sereni. Se davanti avete un autobus, un camion o un trattore (ciao MAURA!) andate pian pianino, non suonate, non sbuffate, niente “guarda questo stronzo/stai a casa tua/facevo prima a piedi” e godetevi il panorama. Vedrete asinelli, cavalli, mucche, nuvole, ruscelletti e un verde verdissimo.

Tre: il centro di San Vigilio di Marebbe non è ZTL. Sì, ho avuto la paranoia anche di questo.

Quattro: meteo. In montagna il tempo cambia repentinamente, se beccate un temporale e avete paura, fermatevi in una piazzola e aspettate, pochi minuti e sarà tutto finito. Non pensate solo a voi, le piante, gli animali e i fiumiciattoli hanno bisogno d’acqua. Durante i temporali l’automobile è il posto più sicuro in cui stare, potete passare il tempo parlando dei vostri sentimenti o cantando le canzoni miagolando (è un bel gioco, l’ho inventato io). Se mentre siete fermi vi capiterà di veder passare dei motociclisti, inchinatevi al loro ardore e fatevi due risate sulla vostra tremarella.

Cinque: orsi. Qualche tempo fa (un paio d’anni, credo), mi era capitato di leggere che il Trentino era stato ripopolato con orsi provenienti dalla Croazia che poi si erano riprodotti a dismisura (non ricordo la fonte e non posso accertarne la validità). Questa cosa si era fissata nella mia testa e in questi tre giorni ho visto e sentito orsi in ogni fruscio di foglie. Ecco, è veramente improbabile che con tutto lo spazio che c’è un orso venga a sgranchirsi le zampe proprio sul vostro sentiero, tanto più che non sono esattamente amanti dell’uomo. Se poi non riuscite a non pensarci prendetevi un cane da orso della Carelia. È un cane di dimensioni medie ma bello robusto e, a differenza vostra (e mia), pare non abbia timore degli orsi.

Un po’ di paura ci vuole ma non ha senso stressare voi stessi e il vostro compagno di viaggio per ogni spostamento d’aria.
Se sarete fortunati e vi lascerete distrarre, potrete anche ammirare una cerva col suo cerbiatto proprio in mezzo alla città.
Non fatevi problemi a chiedere indicazioni e consigli su dove andare a mangiare e cosa visitare, nessuno vi giudicherà solo perché vi siete persi.
Se avete deciso di fare la ciclabile fino a Lienz, non fermatevi a bere appena arrivati a San Candido convinti che “cosa vuoi che sia? Sarà un’oretta di pedalata!”, ce ne vogliono tre.
Lo so, è difficile, la montagna fa venire una gran sete.