Un occhio nemmeno troppo attento potrebbe notare (e forse obiettare) che in questa rubrica si tratta principalmente di musica americana e, almeno fino ad oggi, non potrebbe avere che ragione. È per questo che sento il dovere di mettere le mani avanti e scusarmi con la terra d’Albione per non averla ancora interpellata. L’occasione, in questo 25 maggio appena concluso, mi si presenta analoga a quella della puntata precedente: compie infatti in data odierna i suoi 58, meravigliosi, anni Paul Weller.

Paul Weller, leader dei Jam, figura di riferimento per tantissimi autori britannici da quasi quarant’anni, è anche detto l’uomo cangiante e a ragione. Non solo ha capitanato il gruppo di punta dell’ondata mod revival sul finire degli anni ’70, non solo vanta una più che soddisfacente carriera solista (Stanley Road del 1995 la consigliatissima punta di diamante della sua produzione), ma è stato anche il comunemente noto fautore del progetto The Style Council insieme a Mike Talbot (ex Merton Parkas) con cui ha attraversato con successo gli anni ottanta pubblicando ben cinque dischi.

La formula degli Style Council era un efficacissimo pop smaccatamente soul, poi virato su tonalità più acid fino a toccare nell’89 l’house music, all’epoca in pieno fermento, nell’ultimo album Modernism: A New Decade (che decreterà, oltre che i dissidi con l’etichetta discografica Polydor, anche la fine del progetto). Tra gli altri lavori è doveroso ricordare anche il debutto lungo Café Bleu (per chi scrive il migliore) e il campione di incassi Our Favourite Shop, arrivato fino in vetta alla classifica UK.

È proprio con un brano tratto dal citato Café Bleu che questa sera intendo augurarvi un buon riposo. Un brano sin dal titolo, a mio modo di vedere, più che esemplificativo dell’essenza di Paul Weller, ovvero My Ever Changing Moods. Registrato in ben tre versioni dissimili per arrangiamento, durata e pubblicazione, consiglio quella presente sul disco stesso solo piano e voce, che segna anche il massimo successo della carriera di Paul Weller in terra americana.

Buon compleanno a Paul Weller a e ai suoi “umori sempre in cambiamento”!

 

Andrea Fabbri