Ritorno a scrivere dopo qualche giorno, e perciò mi sento anche di scusarmi. Il dovere ha chiamato, ma rieccoci qui, a parlare di quello che ci piace.

E ne sono successe di cose in questi giorni, banalmente, è iniziata anche una nuova stagione come l’estate, da sempre foriera di musiche e stimoli per esse.
Ora parlare di estate e musica penso si possa rendere lontanamente esaustivo in un buon libro di qualche centinaio di pagine, per lo più inutili, quindi mi sento di bagnare la nuova stagione con un benvenuto canonico ma mai scontato.
Uno dei migliori pezzi -in termini espressivi- che riguardano l’estate, a mio modo di vedere, è appunto Summertime, se non solo per il testo e il significato pregno di malinconico desiderio di libertà, anche semplicemente per il fatto che da ormai più di ottant’anni è uno standard jazz interpretato da numerosi artisti e reso in altrettante versioni.

Quella originale, però, è tratta da un’opera teatrale musicata dal genio di George Gershwin: Porgy and Bess. Questo è un melodramma americano del 1935 oggi regolarmente rappresentato ma per

molti anni tacciato di razzismo. La trama, infatti, si svolge tutta intorno alle vicende di un uomo di colore e del suo amore per una prostituta di un quartiere malfamato la quale è tormentata dal suo protettore e da uno spacciatore. Una classica american folk opera a tinte black con un suo eroe e una sua eroina e della quale colonna sonora Summertime è il momento più fortunato.
Il brano è in sostanza una ninna nanna rivolta da chi canta a un bambino, che viene così rassicurato prima di un placido sonno sul suo futuro e sul fatto che, a lui, le cose andranno sicuramente meglio che per chi lo sta consolando. Il testo tuttavia col tempo ha perso importanza, dal momento che viene spesso omesso nelle lunghe escursioni strumentali del brano. Brano che, è bene sottolineare, è forse il più eseguito e riprodotto di sempre, tanto da far formare un gruppo internazionale di collezionisti ribattezzato “The Summertime Connection” capace di affermare di aver riscontrato più di cinquanta mila (50.000!) versioni ufficiali del brano. Non le citeremo tutte, ma è bene ricordarne gli interpreti più noti: Billie Holiday, che per prima la manda in una classifica pop, Ella Fitzgerald accompagnata dalla tromba di Louis Armstrong, altri colossi del jazz modale come Miles Davis e John Coltrane, ma anche Sam Cooke e “rockettari” come Janis Joplin, Paul McCartney, The Zombies e i Doors, fino ad arrivare ad attori come Scarlett Johansson. Anche le traduzioni abbondano, e in Italia, ad esempio, i primi sono stati i Dalton.

E allora buon ascolto e un augurio che la vostra estate sia piena di speranza per il futuro, e questa sera più che mai buonanotte, dopo tutto abbiamo appena parlato di una bella ninna nanna estiva.

«Summertime, and the livin’ is easy. […] So hush little baby, don’t you cry.»