La tarda primavera, soprattutto nell’ultimo decennio, riserva agli Italiani una moltitudine di eventi musicali che radunano migliaia di persone. Sono per lo più congiunzioni astrali che ogni buon fan della musica indipendente (e non solo), dal rock all’elettronico, non può lasciarsi scappare. Un evento che però raduna centinaia di migliaia di persone per un unico manifesto indie è il vero appuntamento imperdibile che gli Italiani perdono regolarmente: non per via degli astri ma per la mancanza di un “superfestival” di responsabilità.

Ferrara. Il mese infoltito di concerti denominato dal 1996 Ferrara sotto le stelle ha luogo nel bel mezzo dell’estate con date sparse tra giugno e luglio. Non si tratta di un vero e proprio concentrato musicale in pieno stile “camping della musica” ma è degno di nota per il tenore degli ospiti che in tanti anni si sono esibiti sulle piazze principali della piccola cittadina medievale. Dall’indie rock al cantautorato italiano, alcuni nomi prestigiosi di questi vent’anni di edizioni testimoniano il valore di questa costellazione estiva di concerti: Bon Iver, Radiohead, Franz Ferdinand, Arctic Monkeys, Sigur Ros, Wilco, Baustelle, Vinicio Capossela, Lucio Dalla, e tantissimi altri. Quest’anno i primi nomi ufficiali sono Alt-J e Fleet Foxes. Tutti gli artisti sono però sparsi anni e anni di onorata attività e ogni volta sono tante e distanti le date degli happening. E noi siamo alla ricerca di un superfestival. Andiamo avanti.

Lucca. Il Lucca Summer Festival – neanche a dirlo – si svolge a spasso per la stagione estiva e rappresenta un altro esempio longevo. Dal 1998 ospita grandi nomi del pop, del rock e del jazz aumentando di anno in anno il numerico degli artisti che solcano il palco lucchese di Piazza Napoleone. Si svolge tra giugno e luglio sempre con la formula dei “concerti a costellazione” e quest’anno – secondo le ultime indiscrezioni – ci saranno certamente i Green Day, gli Imagine Dragons e i Kasabian. E no, non è il Primavera Sound di noi altri. E non lo è neanche il vicinissimo (per distanza e periodo) festival invernale Pistoia Blues.

Roma. La Capitale organizza il (pomposo dal nome) Rock In Roma. Occhio a non accostarlo al Rock in Rio. Non è concepito come un vero festival ma come una serie di appuntamenti sparsi – formula che proprio ci piace! – ed è attivo dal 2002. È uno dei festival certamente più ricchi di grandi ospiti sul piano della “densità di popolazione metal” se prendiamo come riferimento l’edizione dell’anno scorso. Nel 2016 nel giro di circa un mese hanno suonato all’Ippodromo delle Capannelle Nightwish, i G3 (composti da Joe Satriani, Steve Vai e Aristocrats), Slayer, Amon Amarth, Iron Maiden e Anthrax. In precedenti edizioni non sono mancati grandi nomi dal mondo della musica elettronica. E nonostante il terriccio umido non è la nostra Woodstock.

Vasto. Un esempio di concentrato di musica in pochi giorni di full immersion è il Vasto Siren Festival che si tiene in quattro giorni di luglio – in altre edizioni si è trattato di due giorni con oltre venti ospiti – nel comune abruzzese di Vasto. Anche se siamo arrivati solo alla quarta edizione, questa manifestazione raccoglie già tanti nomi della musica indipendente di qualità che necessitano il primo ascolto e la scoperta da parte del pubblico. In questo si può dire che il festival è apprezzabile: per la quantità di manovalanza fresca che mette sotto i riflettori fa un gran lavoro. Qualche nome dell’ultima tornata musicale del 2016: Editors, I Cani, Calcutta, Yakamoto Kotzuga, Lee Ranaldo.

Castelbuono. Dove? Dal 1997 ha sede nel piccolo paese siciliano l’Ypsigrock, il festival dedicato interamente alla musica indipendente e soprattutto emergente. Dal 2000 infatti oltre il consueto susseguirsi di concerti nei quattro giorni di agosto, parallelamente all’esibizione di nomi conosciuti, si svolge un concorso “Avanti il Prossimo” che è riservata esclusivamente alle band emergenti che si esibiscono durante il festival. Nei diversi palchi collocati all’interno del popoloso comune a pochi chilometri da Palermo si sono esibiti artisti internazionali come i LUH, Primal Scream, Indians, Moderat, Belle & Sebastien con un contorno sempre rinnovato di musica indie tutta da scoprire. I cartelloni, soprattutto negli ultimi cinque anni, vedono la presenza di un numero sempre maggiore di ospiti. Premiato come miglior festival italiano nel 2015 e manifestazione a dir poco “magnetica” per siciliani e non solo, Ypsigrock sta vedendo crescere il numero dei visitatori a ogni edizione.

Ma quando meriteremo un’intera collina – anche una piana desolata va benissimo – per un formato 100artisti X 5giorni no-stop come succede per grandi eventi nel resto d’Europa? Sia chiaro, in Italia ci sono molti più festival di quelli elencati, e forse, nascosti per quanto siano, ospitano musicisti di altissimo valore con dieci persone sotto il palco, tutte estasiate. Forse i regionalismi l’avranno sempre vinta sugli eventi di importanza nazionale – e di attrazione europea – e ogni manifestazione che va avanti da anni vorrà continuare a rubacchiarsi gli ospiti qui e là. Ma che anche solo uno di questi possa attrarre partner e sponsor consistenti per ingigantire un cartello capace di far tremare tutti gli altri festival italiani, sarebbe gran cosa. Perché a un orecchio – e un occhio – attento, un po’ tutte le manifestazioni “forti” lasciano a desiderare (tanta altra musica).