Come ogni anno l’inverno è arrivato e con esso il nuovo album di E-Green.  Che dire? Credo il ragazzo non abbia bisogno di grandi introduzioni, quindi parliamo subito del suo nuovo More Hate.

Nel complesso la qualità lirica è come sempre altissima, forse con un po’ di attenzione in più del solito a livello di flow e metrica. Sul fronte degli argomenti non c’è stato un gran cambiamento, ma d’altronde se ascolti Fantini sai cosa aspettarti. I beat invece si sono rivelati una discreta sorpresa, spaziando dal suono classico dell’Hip Hop di New York e di Detroit –al quale ormai Gigi ci ha abituato- a qualcosa di un po’ più sperimentale, ficcando il naso anche nell’elettronica  e nel Reggae.

L’album parte con Smooth Operator, un pezzo dal suono estremamente calssico e minimale, per poi colpire in faccia l’ascoltatore con Bene Così, decisamente più grintoso e dal flow veloce e sincopato.
Nella quarta traccia, Batalcan, Green scaglia dardi verbali su un beat lento e potente, senza risparmiare un colpo né evitare un nome.
Decisamente diversa è la traccia successiva: Milano Roma Pt. 2, che inizia con uno skit di Squarta, Jake la Furia e Guè Pequeno, anche come tributo all’indimenticato Primo Brown e che contiene un’ottima collaborazione di Er Costa con il quale Gigi dimostra un’intesa più che notevole.
Mic Check invece –il cui ritornello è un omaggio agli storici Colle der Fomento- è quasi  una dichiarazione di intenti del buon Fantini, che è racchiusa nella semplice frase “Solito cocciuto, da anni una one-man army”.
L’altra traccia prodotta da Fid Mella è Meglio di scopare, che sfoggia un beat veramente magistrale e vuole quasi essere un gran dito medio verso chi si sente offeso dalla cattiveria delle barre di E-Green, il quale non ha minimamente intenzione di mollare la presa.
Degno di nota è anche Show and Prove con i Virus Syndicate direttamente da Manchester, pezzo completamente in inglese e con un beat estremamente fresco prodotto da Anagogia.
L’album si chiude con Comune Denominatore, pezzo old school in tutto e per tutto, nel quale Gigi nomina tutti gli artisti che in Italia hanno lasciato il segno in questo genere e sottolinea l’importanza del rispetto per il lavoro di chi ha spianato la strada ai rapper di oggi.

Il disco in conclusione è in pieno stile E-Green: grezzo e pesante, ma senza stuccare. Decisamente vale la pena di essere ascoltato da chi apprezza l’Hip Hop classico.