Nel Bel Paese coesistono innumerevoli centri concentrici in cui tradizioni musicali, spesso prelevate da altre culture, si sono insediate e sono cresciute fino a diventare oggetti di culto da parte di un pubblico specifico sì, ma in grado di allargarsi. Così se Napoli ha sempre suonato funk, Torino è stata enclave caraibica, Pistoia è da sempre patria del Blues e da qualche anno del pop in tutte le sue sfaccettature: abbiamo scelto il concerto di Francesca Michielin per celebrare una città in costante evoluzione culturale. Parola di Pistoiese!

Il Pistoia Blues Festival si svolge nell’omonima cittadina toscana ormai ininterrottamente dal 1980, quando per la prima volta si decise di organizzare un evento che potesse coinvolgere gli appassionati di musica e non solo. In genere il numero di serate in programma parte da un minimo di tre e può raggiungere le cinque o sei giornate nelle edizioni più “prolifiche”. Ogni edizione, a cominciare proprio dalla prima che vide esibirsi sul palco un artista del calibro di B.B. King, è stata ricca di nomi internazionali e di star di eccezione. Dopo alcuni momenti di incertezza sul finire degli anni Ottanta, dovuti ad una crisi finanziaria, la manifestazione ha tuttavia saputo rialzarsi ed ottenere la partecipazione di ospiti come Frank Zappa, Carlos Santana, Bob Dylan, David Bowie e Robert Plant, ma anche, per non dimenticare gli italiani, Zucchero, Pino Daniele e Franco Battiato. Come si intuisce leggendo questi nomi, il festival non ha limitato il suo programma solamente al genere blues ma si è mosso sempre nella volontà di presentare al suo pubblico grandi talenti in grado di richiamare l’attenzione di molti e di scatenare le loro emozioni più profonde.

Per una città come Pistoia il “Blues” è l’occasione giusta per attirare turisti dall’Italia e non solo e proprio durante questo periodo essa si trasforma e si arricchisce di eventi collaterali, a cui noi pistoiesi siamo ben entusiasti di rispondere. Le vie si riempiono di gente e la musica fa da assoluta protagonista, tanto che non è raro trovare gruppi di ragazzi seduti per terra presi a suonare i loro strumenti (per lo più chitarre e tamburi).

Venendo all’ultima edizione, quest’anno le serate principali sono state quattro e sul palco allestito nella magica Piazza del Duomo sono saliti, in ordine di apparizione: Alanis Morissette, James Blunt, Steve Hackett e The Mark Lanegan Band Supersonic Blues Machine feat. Billy F. Gibbons, anticipati in anteprima da Graham Nash (il 4 luglio al Teatro Manzoni). Nel contesto generale evocato dalla manifestazione, si sono inseriti poi il concerto di Francesca Michielin (organizzato dall’AVIS in occasione della Notte Rossa) e quello di Gianna Nannini, a conclusione del tutto.

Tra tutti questi concerti abbiamo deciso, forse a sorpresa, di raccontarvi proprio quello di Francesca Michielin, in quanto rappresenta non solo l’evoluzione del cantautorato pop di questi anni, ma anche la duttilità musicale e culturale che Pistoia come centro artistico sa regalare ai suoi cittadini e a tutti i visitatori.

È cresciuta Francesca Michielin e questo 2640 Tour ne è indiscutibilmente la prova.
La cantante di Bassano del Grappa fa il suo ingresso sulle note di Tropicale, ultimo singolo estratto dal suo album adesso in tutte le radio, ma prima di cominciare a fare sul serio fa una premessa che scalda il cuore di tutto il pubblico pistoiese: “Se sono qui oggi – dice – è grazie a questa città: proprio due anni fa mi trovavo in questa stessa piazza ad assistere al concerto di Damien Rice, al termine del quale mi sono convinta a scrivere questo nuovo album. È un onore doppio per me essere qua, grazie di cuore a tutti”.
Adesso la festa può iniziare seriamente e da questo momento Francesca non si ferma più: canta, suona, alterna momenti di rigida compostezza ad altri di puro divertimento e dimostra pure delle notevoli doti di rapper cimentandosi in Monster di Nicki Minaj e Kanye West eseguita in una cover particolarmente riuscita a dimostrazione di un’indole black che ben si confa alla venue. Accompagnata da tre bravissimi musicisti, la Michielin si esibisce nei più rappresentativi e (forse) conosciuti brani del suo repertorio, da Distratto e L’amore esiste fino alle hit più recenti come Nessun grado di separazione, Io non abito al mare e Vulcano, su di un palco che sa molto di elettronico e con alle spalle tre grandi triangoli (illuminati a led), idealmente rappresentativi del mare, della montagna e del vulcano, i tre simboli dell’ultimo disco. La splendida cornice di Piazza del Duomo è così inondata di tanta buona musica, un bel gioco di luci e di un’energia inarrestabile, che coinvolge tutti i presenti. La serata è poi impreziosita da un acoustic session finale nel bel mezzo del pubblico sulle note di La Serie B, al termine della quale “Franceschina” ringrazia ancora una volta il pubblico e augura una buonanotte, in un’atmosfera magica in cui sembra davvero di stare “2640 metri più vicina alle stelle”.

Virginia Bagni