Hip Hop e Jazz sono ormai legati dagli anni ottanta da miscele improbabili e colpi di genio, come ha dimostrato a suo tempo Gang Starr in Words I Manifest, dove sentiamo la bassline di A Night in Tunisia di Dizzy Gillespie che conduce elegantemente l’intro del brano, oppure ai grandi di oggi, come Thundercat e Robert Glasper, che attinge costantemente all’immenso repertorio dei suoi cats MC e che, tra gli altri, ha collaborato con Kendrick Lamar in How To Pimp a Butterfly .

Perfino in Francia si propone un panorama prolifico, esistente già negli anni ’90 soprattutto a Marsiglia e nelle periferie delle grandi villes , ai tempi rappresentato maggiormente dal collettivo IAM e Jazz Liberatorz e oggi dagli Hocus Pocus, in estrema sintonia con il funky.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                 Anche il Canada, finalmente rammentato, fa la sua parte, con dei palliducci ragazzetti dell’Ontario.

A detta loro la decisione migliore che abbiano mai preso fu quella di abbandonare gli studi al Jazz College per lanciare il loro progetto, un format che miscelava famosi brani hip hop con sonorità jazz, per poi investire i soldi dei live nel loro nuovo studio; se per ordine naturale del caso vi capitasse di girare per Toronto, e se magari foste pure estimatori di jazz e fan sfegatati di Frank Ocean o del Wu-Tang Clan,  BADBADNOTGOOD è la parola d’ordine.

Matthew Tavares, Chester Hansen, e Alexander Sowinski hanno completamente rovesciato le carte in tavola, lanciandosi in un eccitante salto nel buio dopo aver lasciato gli studi, e finendo per ritrovarsi a fianco di grandi nomi che fino a quel momento comparivano solo sulle loro playlist del sabato sera.

A legarli è stato il loro amore per il jazz e l’hip hop, per artisti come Kendrick Lamar, A Tribe Called Quest, Gucci Mane, tanto da ritrovarsi a scansare There will never be another you  per improvvisare su un brano di Odd Future in una jam dopo la scuola. L’intera sessione è stata filmata da un amico e caricata sul web quasi immediatamente, riscuotendo ottimi feedback, soprattutto grazie all’intervento su Twitter di Tyler, The Creator, che apprezzò moltissimo il video, tanto che, qualche anno dopo, ha partecipato ad una session.

I feel like jazz throughout history has always been
a tool where people have used it to play contemporary music.
For us, that was the contemporary music we liked.

Matthew Tavares

I BBNG hanno alle spalle ben cinque album ( I, II, III, Sour Soul, IV, con la media di un disco all’anno), tra cui Sour Soul, uscito nel  2015, tra BBNG III e BBNG IV, inciso con il leggendario MC Ghostface Killah, membro del Wu-Tang Klan.

L’album è meritevole di nota per la meravigliosa abilità vocale innata di Ghostface e del suo scorrevole storytelling, ma anche grazie alle delicate ricercatezze cinematiche e noir semi-sinfoniche dei BBNG, che rendono l’ascolto estremamente piacevole anche ad un orecchio non allenato e abituato all’hip hop nudo e crudo.

Gli altri dischi hanno riscosso un incredibile successo, anno dopo anno, ed è stupefacente realizzare quanto uno sia più prodigioso dell’altro.

La loro prima collaborazione con Tyler, The Creator, giunta dopo l’apparizione in rete del famoso video della jam session, diede loro l’opportunità di aprirsi un varco estremamente importante in quel che è il controverso mondo dell’hip hop, ma anche, parallelamente, di esibirsi in contesti jazzistici, come il Nujazz Fest di Toronto, arrivando addirittura a vantare collaborazioni con Frank Ocean (Coachella), Danny Brown, Earl Sweatshirt, Mos Def, e molti altri.

I giovani canadesi hanno soltanto iniziato a scalare la vetta, costruendo su una magnifica scala di bellezza il loro percorso.