Dieter Meier e Boris Blank , due baldi giovani appassionati di sinth, drum machine, waveform, e qualsiasi diavoleria elettronica che gli passa sottomano, classe rispettivamente ’45 e ’52 , se ne escono lo scorso settembre con il loro tredicesimo lavoro in studio, “TOY”. Notizia ancor più eclatante, non è l’uscita del loro nuovo LP, non è il fatto che a 71 e 64 anni siano ancora pionieri e sperimentatori nell’elettronica, e neanche che siano musicisti di successo provenienti da un paese che con successo sa fare solo orologi, cioccolato e formaggio coi buchi; ma il fatto che dopo 40 anni di carriera si esibiscano per la prima volta live con 4 spettacoli a Berlino. Per dei musicisti con così tanti successi alle spalle e così tanto materiale prodotto, sembra assurdo che non si siano mai esibiti dal vivo e che non ne abbiano mai sentito l’esigenza, ma loro sono così, un pò atipici e controcorrente, tratti distinguibili anche nel loro sound, dal quale si evince che non seguono tendenze , muovendosi tra elettronica, dance , new wave e sinth pop (etichetta che non amano).

Non si definiscono musicisti ma sperimentatori puri, con un forte legame con le macchine che usano, e che spesso sono il punto di partenza per nuovi progetti e nuovi brani, è da lì che molte volte nasce un disco, dalla scelta di synth e drum machine e dalla voglia di giocare con nuove” macchine”. Spesso la voce (cantata o parlata), viene aggiunta quasi alla fine, a disco quasi ultimato, non viene costruito il suono intorno alla voce, ma al contrario, la voce intorno al suono, segno di un lavoro prettamente sperimentale e atipico, come loro, atipici per antonomasia , due più che arzilli anzianotti che si esaltano con sinth e drum machine come un qualsiasi ragazzino odierno con il sogno di diventare artista, (oggi come oggi  forse il termine più distorto, equivocato, e travisato). Sono l’archetipo del producer moderno, ma nati in un epoca dove innovare era innovativo e non un punto di partenza o un “know how” acquisito. Oggi  sono tutti “artista” “innovatore” “sperimentatore”, e il nuovo non è più nuovo, soprattutto nell’elettronica, dove, con le nuove tecnologie tutti credono di essere capaci di creare un beat. Quindi forse è meglio imparare dal passato per creare nel futuro, ” verso il futuro, attraverso il passato”.