E’ la primavera del 2018 e la Trap è un fenomeno musicale completamente digerito. Da tutti. Le classifiche, i talent, tuo cugino piccolo che ha appena scoperto che se togli i diaframmi al motorino vai un botto più forte. Tutti.

E siccome digerire è soprattutto un processo di scissione molecolare che trasforma ed assimila sostanze complesse in unità più semplici anche la scena italiana ci ha fatto il favore di rendere la faccenda di ancor più facile lettura consegnandoci uno scenario a due fazioni ben distinte: quelli che vivono la trap come una trasposizione artistica di un conflitto (vero o presunto) già presente nelle strade, e quelli che ne hanno fatto una complessa operazione di marketing di sé stessi con risultati più o meno felici (personalmente trovo molto buffo il fatto che l’autoproclamata risposta italiana, giunta dopo più di vent’anni, a Marylin Manson sia un 19nne cesenate tatuato in faccia che fa trap, a suo modo è bellissimo).

In questo panorama di costante rievocazione del proprio passato, eredità culturale dell’ hip hop e della sua celebrazione quasi religiosa delle “struggles of the past”, la trap di Venis dimostra un pregio: è interamente proiettata al futuro.

“Voglio stare solo up” , il nuovo singolo prodotto da Young Beppe accompagnato da un videoclip firmato Tommy Antonini (già sodale della Dark Polo Gang, mica chiacchiere), è così lineare da risultare stranamente confortante. Fare soldi e sbocciare con la Sprite e codeina non c’entra un cazzo col passato, con le tipe, e forse nemmeno con le firme, il mega trip edonistico del nostro cavallino di Vicenza porta ad una conclusione di splendente semplicità: si può bastare a sé stessi.

Ci vogliono i “soldi nella giacca Saint Laurent”? Yep.

E’ più facile con una double cup e uno spliff? Eh già.

Allora è davvero necessario scambiarci per l’analista quando hai abbastanza soldi per fumarti il Bosco Verticale e alla fine sei felice così? Forse no.

Non credevo sarebbe arrivato il giorno in cui avremmo potuto rivendicare la frivolezza come atto rivoluzionario, e forse quel giorno non è ancora giunto, ma c’è una cosa su cui sarei pronta a scommettere i miei due cents: quando Venis guarda in macchina e si distrae per un secondo dalla festa con viraggio al viola che la troupe gl’ha costruito attorno per dirti che di te se ne frega, lo dice per davvero.