Essere il tramite con il quale lo stile Minimal ha raggiunto la massa non è facile, si rischia sempre di restare incastrati in un loop infinito dal quale, col tempo, è difficile uscire. Sicuramente non è il caso del famosissimo Trentemøller, DJ di origini Danesi, famoso al grande pubblico per la sua esportazione prepotente negli anni 2000 dello stile Minimal, per l’appunto quello che dicevamo.
I suoi suoni e glitch ipnotici lo hanno portato alla ribalta da giovanissimo e gli hanno donato un grande successo.
Qualche remix, un paio di singoli, dj set e carriera assicurata; non tutto però è così semplice ed alle volte la voglia di mettersi in gioco è forte, tanto da permettere un passo in più dell’accontentarsi.

Dal 2006 in poi Trentemøller decide di staccarsi dalle sue prime produzioni ed esplorare campi che vanno dall’ambient alla deep techno, dal trip hop al downtempo. Si mette in gioco e tenta di costruire qualcosa che sia distintivo e particolare.
La mescolanza di generi si nota e non dispiace, il suo album del 2016 Fixion ne è un esempio lampante. C’è tutto o quasi, quello che abbiamo detto in precedenza.
Le melodie oscure ed oniriche della traccia di apertura One Eye Open si mescolano perfettamente con il ritmo downtempo dato dalla batteria elettronica, donandoci una sensazione di volo e di oppressione; tutto nello stesso pezzo e nello stesso momento. Stesso discorso vale per la bellissima River in Me che presenta un comparto ritmico notevole, con un groove incalzante.

Passare da due pezzi immediati e quasi incalzanti come i due sopraccitati a due perle ambient quali NovemberSpinning è un bel salto, lo riconosco e può essere destabilizzante.
November è cupa e quasi sussurrata, senza voce. Da’ l’idea di una stanza scura dove sedersi a gambe incrociate ed occhi chiusi a perdersi nel mondo.
Spinning pur essendo cupa presenta la nota vocale, una voce che ci arriva da uno spazio indefinibile e lontano ed accompagna il beat di sottofondo intrecciando suoni che si perdono in un riverbero ampissimo.

Trentemøller di sicuro è stato capace di mantenere viva la sua matrice Minimal e nello stesso tempo unirla e modellarla assieme ad altri generi, affini e non. Non sarà un disco perfetto ma ha una linea di fondo che lo unisce e lo fa viaggiare bene, le atmosfere cupe e l’estetica. Vedremo cosa ci tirerà fuori dal cilindro il dj danese, magari grideremo al capolavoro(le premesse se guardate attentamente ci sono) oppure potremmo fare esperienza di un disco anonimo; questo però non lo sappiamo e quindi per ora ci sediamo ad occhi chiusi e gambe incrociate, con November nelle orecchie.