Il 2016 è stato l’anno della Trap. Sfera Ebbasta prima, IZI, Tedua e poi la Dark Polo Gang. Innegabile che anche nel nostro paese sia arrivato il fenomeno musicale che ha catalizzato su di sé il grande interesse di critica e pubblico internazionale. Lo abbiamo fatto a modo nostro facendo emergere personalità particolari e chiacchierate anche per la vita extra-musicale. Come sempre.

E poi c’è Venis, un nuovo artista che parte dalla Trap ma se ne allontana allo stesso tempo. Stiamo parlando di una figura che rinnega gli standard del genere, che ama parlare del suo mondo e che ripudia con onestà e semplicità la pretenziosità della stragrande maggioranza dei musicisti a noi contemporanei. Nei suoi testi non troveremo divagazioni filosofiche su Hegel o Kant e nemmeno storie quotidiane di piccoli amori infranti. Un pregio, per un mercato musicale oggi saturato dai soliti cliché neoromantici o pseudo intellettuali che riempiono gli scaffali dei (oramai pochissimi) negozi di dischi.

Su un beat interessante la voce del rapper ci racconta un semplice affresco fatto di vivide sensazioni che richiamano il mondo dello streetwear. Prodotta bene e corredata da un video altrettanto curato questo primo (anzi secondo, perchè a questo link trovate la prima traccia dell’artista in questione che ha già raccolto 14 mila views in una settimana circa) passo può essere la base per una lunga carriera fatta di grande successo.

La strada è ancora lunga e bisogna capire quali saranno le prossime scelte artistiche che Venis prenderà prima di gridare alla Next Big Thing della scena italiana ma le premesse per la svolta ci sono già tutte. È ovvio, no?