Due anni dopo il suo ultimo album, Cherry Bomb –decisamente al di sotto delle aspettative dei fan-, Tyler, The Creator ha annunciato l’arrivo del suo prossimo disco con due singoli: Who Dat Boy e 911/Mr. Lonely.

Con queste due canzoni, molto diverse tra loro, sono state smentite le teorie secondo le quali il rapper sarebbe a corto di idee e non in grado di seguire l’evoluzione del genere.

I know you sick of me talkin’ ’bout cars but what the fuck else do you want from me? That is the only ting keepin’ me company

Il primo brano è Who Dat Boy, dal beat cupo e lento, ma allo stesso tempo dinamico e carico di forza, nel quale si notano influenze Trap e Grime.
Il testo è tipicamente “tyleriano” nel contenuto: estremamente ironico, politicamente scorretto e offensivo al punto da risultare quasi disturbante in alcuni punti, come quando fa riferimento all’attentato alla maratona di Boston del 2013. Con un flow lento ma incalzante, Tyler si adatta alla strumentale in modo magistrale, riuscendo a suonare naturale su un beat che non ricalca il suo suono classico e facendo funzionare il tutto in maniera spontanea.
La collaborazione di A$AP Rocky non aggiunge niente di nuovo, ma nemmeno stona e, anzi, riesce a regalare delle barre divertenti e volutamente “trash”.

That cherry be the bomb like he ran in Boston, won’t stop ’til the cops surround him

Il secondo pezzo, 911/Mr. Lonely, è quello che stupisce di più: un beat molto strumentale e a tratti classico è accompagnato da un ritornello semplice ma efficace e da un testo introspettivo nel quale Tyler affronta con ironia e cruda sincerità il tema della solitudine.
In molti dei versi, infatti, emerge il lato insicuro del rapper, che fatica a relazionarsi con le persone, specialmente quelle del sesso opposto; il risultato finale è quello di una sorta di grido d’aiuto, una costante ricerca di compagnia attraverso la richiesta di essere chiamato al telefono, una chiamata che sembra non dover avvenire mai.
Molto azzeccato seppur troppo breve è l’intervento di Frank Ocean, che purtroppo non fa in tempo a sfoggiare al meglio le proprie capacità, rendendo quasi difficile notare la sua presenza.

I say the loudest in the room is prolly the lonliest one in the room (that’s me)

In un periodo in cui sia Tyler che la maggior parte della Odd Future sembravano ormai giungere a un binario morto, questi due singoli sono un fulmine a ciel sereno e fanno sperare in un ritorno in grande stile di uno dei rapper più controversi degli ultimi anni. Possiamo solo sperare che l’intero album continui su questa stessa strada perché, se così fosse, potrebbe senza dubbio diventare uno dei più rilevanti di questo 2017.