America. Uno stato una contraddizione. America lo stato della contraddizione. Lo stato che ha dato i natali alla democrazia ed allo storico concetto dell’American Dream, concetto che ha contagio almeno le ultime 10 generazioni di padri, ed allo stesso tempo ha spalancato le porte al capitalismo. Lo stato che ad oggi, probabilmente, sta soffrendo di più le proprie scelte e che si ritrova ad avere il presidente più improbabile della storia.

Chi ha saputo meglio descrivere e raccontare il tutto in 4/4 sono stati i Run The Jewels che hanno deciso di fare un regalo al loro pubblico anticipando l’uscita del loro terzo lavoro al 25 dicembre 2016, disponendo il tutto in free download. Sarà stato solo un caso? Noi non crediamo. Run The Jewels 3, così si chiama il loro album, è una vera e propria esplosione di rime al vetriolo accompagnate da beat infuocati che rispecchiando perfettamente quella che è la situazione attuale nel vecchio continente, dove le elezioni di Trump hanno scatenato manifestazioni e mobilitato star da tutto il mondo. Ma non sarà del vecchio Donald che parleremo oggi, bensì di Thursday In The Danger Room.

I Run The Jewels in questo album non le mandano di certo a dire, ci sono feroci attacchi alla politica, incitazioni alla rivolta contro il capitalismo ed attualissime lotte di quartiere, il tutto collocato su di uno sfondo estremamente attuale ed anche autobiografico. Thursday In The Danger Room ha un ritmo costante, ma allo stesso tempo incalzante, già dal primissimo “Right for a right, wrong for a wrong” si inizia a fare su e giù con la testa come nel migliore dei pezzi rap vecchia scuola. Il tocco da maestro è dato dalla partecipazione di un colosso dell’ambiente jazz come Kamasi Washington che irrompe durante il ritornello dando uno stacco inaspettato, ma vincente. Thursady In The Danger Room è forse il più intimo e personale dei pezzi di RTJ3, Killer Mike ed El – P parlano di storie di strada, amici che sono scomparsi prematuramente e madri che aspettano invano i propri figli sulla porta di casa. Finalmente si è tornati a raccontare di se stessi senza inutili iperboli gonfiate di luoghi comuni e “bling bling”, la verità ha acquistato significato e l’attualità è diventata verbo.

Elisa Donato