Il 16 settembre, via Jagjaguwar, uscirà l’omonimo sophomore dei Preoccupations. Dopo l’acclamato debutto del gennaio dello scorso anno, la band canadese – precedentemente conosciuta con il nome di Viet Cong – ha dovuto affrontare un periodo piuttosto complicato tra (forzato ma inevitabile) cambio di nome, crisi esistenziali personali e collettive. Ne è venuta fuori con nove tracce che sembrano abbandonare i grandi temi dell’esordio per concentrarsi su questioni più intime ed immediate, stati d’animo viscerali della vita di tutti i giorni. Un discorso che viene portato avanti nel solco del post-punk ma che ora si fa più completo e musicalmente meno oscuro, smarcandosi forse una volta per tutte dal citazionismo precedente. Al primo singolo Anxiety è seguito Degraded, di cui ora è disponibile anche un video.

In un certo senso emblematica della ‘nuova vita’ dei quattro originari di Calgary, Degraded affianca ad alcuni degli elementi tipici del gruppo – tono baritonale, batteria motorik e stratificazioni droniche – una maggiore varietà di colori ed un’orecchiabilità fino ad ora inedita. Il risultato è che su una struttura tutto sommato tradizionale guidata dal basso spiccano melodie assai interessanti che sfociano in qualcosa di quasi pop nel coro, rivelando un presumibilmente lungo e duro lavoro di destrutturazione e ricostruzione attorno ai diversi componenti della canzone.

Il relativo video diretto da Valentina Tapia (già al lavoro coi Deerhunter) non fa che rafforzare la tematica della rinascita attraverso la dissoluzione, mostrando quelle che sembrano sculture senzienti che cercano di riassemblarsi in un paesaggio post-umano plasmato da un nuovo organismo astratto non identificato. Se l’animazione – sia digitale che disegnata, in 2D e 3D – non risulta particolarmente originale, il cromatismo ed il sapore vintage di computer grafica anni ’90 si sposano invece alla perfezione con le atmosfere di un album che promette di essere uno dei più attesi e migliori dell’autunno 2016.