Tra genio e follia, tra perfezione e inesattezza, tra declino e rinascita, tra reclusione e successo. John Frusciante è tutto questo ma non solo. E’ una di quelle figure ormai scomparse nella musica odierna definita “industria”. Lui non la vede così, non la vede come un’ industria, il suo approccio è diverso, è come una necessità connaturata del suo io, e non di alimentare la fame di successo e di moneta che contraddistingue le pop star musicalmente scialbe che la radio e la tv ci propinano senza interruzioni. Non segue le mode, non segue le etichette, non segue più neanche i R.H.C.P.  Ha mollato (già due volte) una band da ingaggi milionari e vendite assurde in tutto il globo, e per fare cosa? Per lavorare al suo nuovo EP di acid house, il terzo per la precisione. Se ne è andato sotto con i 90’s e non riesce a venirne più fuori, ma non gliene frega un cazzo! Non gliene frega un cazzo del mercato, non gliene frega un cazzo di ciò che il mainstream vuole in quel momento, non gliene frega un cazzo delle mode, in poche parole non gliene frega un cazzo e basta, e se ne esce con “Foregrow”, via “Acid Test”. Un Ep che, come i precedenti ,coglie appieno la sensazione tipica di questo genere che, diciamocela tutta, non è tra i più in voga in questo momento; quelle emozioni a cavallo tra “sono preso male e nostalgico” e “vedo uno spiraglio di felicità e ci vado incontro”. La traccia che abbiamo pescato dall’immenso Jukebox quale è internet, è “Foregrow” che da il nome all’intero Ep.

E’ l’unica con la voce di John e chiude un po il cerchio tra quello che c’è dietro, cioè ciò che ha portato alla luce questo Ep, ciò che ci sarà, l’esternazione in musica di necessità interiori, e il prodotto stesso, il risultato finale. Tecnicamente nulla di eccezionale, ma l’approccio che ha John con la musica non può passare inosservato, quel rispetto che più nessuno ha, dev’essere ripagato e d’esempio per le generazioni future. Peace!