Dopo molti mesi di assenza ci troviamo di nuovo su questo “palcoscenico” per parlare di un gruppo che i più conosceranno grazie al rifacimento del giovanissimo Kungs; la canzone prende il nome di I Feel So Bad e ci da una combo ben riuscita di “You Made Us Change” e di ritmi più dance che lo hanno reso il classico tormentone dell’estate. Poco male per Kungs, ma direi risultato che non ha messo veramente in luce le capacità degli Ephemerals, il gruppo di cui vi voglio parlare oggi. I giovani londinesi mostrano tutta l’eterogeneità appartenente al continente britannico lanciando sul palco un numero variabile di persone che, invertendo gli addendi, mostra di non cambiare l’eccellente risultato. Ed eccoli gli “effimeri” componenti che prendono il nome di: Hillman Mondegreen (produttore e chitarrista); Wolfgang Valbrun (potentissima voce); Damian Mclean (tromba); James Graham (piano e organo) Rob Jones (basso) Jimi Needles (percussioni e batteria).

Tutti provenienti da esperienze precedenti la nascita di questo progetto, gli Ephemerals sono un mix di jazz moderno, spettacolare soul ed allo stesso tempo contemporaneità e modernità nell’approccio. Chi, come me, ha avuto la possibilità di poterli sentire live ha sicuramente catturato la profondità e la ricercatezza del suono e l’impeccabilità dell’esecuzione. Era una serata freddissima di maggio a Parigi ed io e mia sorella, dopo un’accurata selezione fra le immense proposte live di Parigi, troviamo un nome conosciuto: Ephemerals. Senza il minimo indugio prenotiamo i biglietti per questo delizioso jazz club che la sera avrebbe mandato in scena i figli della regina. Con un po’ di anticipo ci presentiamo al locale, che apparentemente da fuori sembrava un classico bistrot, ma scesa una scalinata a chiocciola ci troviamo davanti ad un sottoscala molto stretto e lungo con all’estremità un palco illuminato da luci rosse, che rendevano il tutto, diciamolo, un ambiente pseudo soft – porn. La breve attesa viene ripagata dall’arrivo dei membri che in tutta calma si posizionano nei loro ranghi tracciando quello che sembra essere un semicerchio con al culmine Wolfgang, che indossa un copricapo con testa di lupo ed un mantello con richiami legati agli indiani d’America. Il tutto è inizialmente straniante fino a che Wolfgang, dopo le consuete presentazioni, non libera una voce che occupa senza nessun indugio il ruolo di un strumento a tutti gli effetti. Straziante, sussurrata e sibilante, carica di sali e scendi che non risentono del minimo sforzo. Il concerto inizia ed ogni strumento sembra essere chiamato in causa al momento giusto e nel posto giusto, si alternano pezzi fatti per far ballare il pubblico a pezzi intimi e personali, dove a farla da padrone ci sono i diversi assoli di ogni membro e l’immancabile voce del Valbrun. Il concerto ha come fulcro il loro nuovissimo album che prende il nome di: “Egg Tooth”, il loro terzo lavoro uscito a soli due anni di assenza della band. Album che lascia maggiore spazio all’intimismo e pezzi slow, fatti apposta per malinconici rientri a casa le sere di inverno, quando inconsolabili si fa partire “The Beginning”, e ci lascia coccolare davanti ad una finestra che mostra solo pioggia. Il pezzo che ho scelto per voi però mixa il calore quasi selvaggio della band ed il profondo sentimento che viene alla luce in ogni brano, chiudete gli occhi perché ora parte “Astraea”.

Astraea è la traccia che va a completare questo ultimo effort degli Ephemerals, racchiude al suo interno una molteplicità di suoni che viaggiano ad una velocità in costante crescita, come costante è anche la presenza dei violini e del pianoforte che vanno a supporto del piacevolissimo vortice che si viene a creare. Non ci sono assoli strumentali, tutto è parte di un flusso incantevole che termina solo alla fine del brano. quando tutto si spegne e si riaprono gli occhi, sentendo l’eco del ritornello finale che termina dicendo: Namaste.

I feel the pull of gravity
As planets
Standing close to me
I might be dreaming
Because it never stops.

So if you’re looking for a man
Then you just need to learn dance
So if you’re looking for romance
Then you just need to learn dance.