Nuovo mese, nuova Track e non so voi, ma io sono molto metodica e sopratutto “periodica” con gli ascolti. Solitamente il metodo utilizzato è il medesimo:  scopro una nuova band oppure artista, ed allora inizio un ascolto seriale che mi porta a scoprire tutta la discografia prodotta, imbattendomi in pezzi che nemmeno il/ i diretti interessati ricordavano di aver mai prodotto. Iniziando così quella che molti chiamano ossessione da ascolto in loop.

Ovviamente, per l’artista di oggi, è accaduta la stessa cosa, dopo l’uscita del primo brano appartenente all’ultimo lavoro, l’attesa è cresciuta a dismisura creando una aspettativa notevole che debbo dire è stata lautamente ricompensata. L’album di oggi, o meglio la track è del quasi neo quarantenne Dario Brunori, conosciuto ai più come Brunori Sas. Il nostro Dario nazionale vanta appesi al chiodo ben 3 album e diverse produzioni teatrali realizzate sfruttando numerose collaborazioni tra le quali Neri Marcorè. A Casa Tutto Bene è questo il titolo del suo ultimo lavoro, è un album ricco di sfaccettature, nuove scoperte ed in particolare un album che vede  l’abbandono dell’adolescenza non solo anagrafica, ma sopratutto musicale di Dario.

I dodici pezzi sono un piccolo capolavoro di scrittura e minuzia musicale, uno spaccato di vita che rispecchia alla perfezione pregi e difetti di questo nostro malandato, ma tanto adorato Paese. Brunori Sas ha smesso di sussurrare “Arrivederci Tristezza” ed ha iniziato a gridare “La verità, è che non vuoi cambiare, che non sai rinunciare a quelle quattro, cinque cose, a cui non credi neanche più”, ” Se canti il popolo sarai anche un cantautore, sarai anche un cantastorie, ma ogni volta ai tuoi concerti non c’è neanche un muratore”.

Le canzonette si sono trasformate in stiletti appuntiti e le vecchie ballate da osteria in specchi autoriflettenti, Dario è visibilmente cresciuto ed insieme a lui la sua musica, che ha iniziato a colorarsi di Dalla e De Andrè. L’album attraversa un percorso ricco di contraddizioni che fanno da tappeto al vivere quotidiano, parole usate da tutti, e sempre più spesso capite da pochi. é un album che stupisce ed allo stesso tempo inibisce, va assaporato a nudo e per intero senza tralasciare nessun pezzo come se fosse una tazza di caffè amaro (e chi di voi lo beve capirà sicuramente la metafora). Credo che il vero fulcro di  A Casa Tutto Bene sia La Commedia Umana, che viene inesorabilmente portata in scena ogni giorno su questo nostro palco chiamato realtà.

Il brano di cui voglio parlarvi oggi è L’Uomo Nero, la seconda traccia appartenente a A Casa Tutto Bene, probabilmente anche il pezzo più controverso e “politico” di tutti. Brunori ha tracciato un netta linea di demarcazione fra il vecchio Dario ed il nuovo, più consapevole ed anche “politically uncorrect”. L’uomo nero è la perfetta descrizione dell’italiano medio, ai tempi sonoramente preso per il culo da J – Ax, ed ora sonoramente preso a schiaffi da Brunori. La consapevolezza di fa strada fra chitarre acustiche ed accompagnamenti al piano, mostrando l’importante presenza della band che solitamente accompagna Dario durante i tour, e la raffinatezza della produzione di Taketo Gohara. La storia dell’Uomo Nero è un po’ la storia di tutti, del nostro vicino di casa, del collega insofferente e del nostro paese tanto ricco di progressi quanto immobile ad un vero cambiamento. Credo che arrivata a questo punto non ci sia soluzione migliore che offrirvi la possibilità, prima dell’ascolto, di poter leggere il testo di questa canzone. Senza musica, solo parole, pensando che infondo questo brano possa racchiudere il manifesto della nostra generazione.

 

Elisa Donato .