Miles Michaud, Pedrum Siadatian, Matthew Correia e Spencer Dunham sono quattro losangelini che dal 2008 fanno parte degli Allah-Las. Prima di diventare musicisti tre di loro lavoravano sul Sunset Boulevard in uno degli storici negozi Amoeba Music, immersi tra pile di dischi vintage e scaffali di rarità anni ’60 e ’70. Dunque non stupisce che al momento di mettere su una band si siano orientati verso il garage ed il surf di quei decenni, con un innato gusto pop per accattivanti melodie immediatamente orecchiabili. Dopo un paio di lavori ricevuti assai bene dalla critica specializzata e non, tornano a settembre (per la newyorchese Mexican Summer) con l’album Calico Review, di cui Could Be You è il secondo singolo.

All’interno del loro LP più riflessivo e malinconico, Could Be You è il surf-pop che dà l’esatta dimensione di quello che possono fare gli Allah-Las quando alzano i giri con percussioni incalzanti e si lasciano trasportare da chitarre leggere ma sempre puntuali. Molto ben arrangiato ed eseguito, è un brano che parla di seconde possibilità e del lasciare andare le cose senza opporsi ai cambiamenti. Per estensione si riconoscerà facilmente l’eterna opposizione tra vecchio e nuovo, elemento portante della musica degli stessi californiani, che incarnano come pochi il dualismo tra retrò e modernità.

Il video della regista Laura-Lynn Petrick è un atto d’amore verso la loro città natale – una L.A. in bianco e nero come in un sogno ad occhi aperti – girato alla maniera di un vecchio filmino amatoriale. Traslando il tema del cambiamento, il video sottolinea i rapidi ed evidenti mutamenti che stanno attraversando la città, con la band a fare da collante tra passato e presente. Se siete retromaniaci ed è la prima volta che sentite parlare di loro, Could Be You può essere un ottimo punto di partenza per voi.