Tove Agelii, in arte “Toxe”, appena maggiorenne suona e produce insieme al collettivo femminista  “Staycore” formato da “Kablam” e “Alx9696” attivo anche su tematiche provenienti da ambienti “Queer”. Completano la crew “Mechatok” “Mobilegirl” e “Dinamarca” (unico membro maschio), tutti molto giovani, tutti molto svedesi, e tutti molto sui generis, anche se qualcuno parla di post-internet, facendoli diventare tutti molto disappointed. Ognuno con la propria declinazione, propongono elettronica d’avanguardia,  non convenzionale e non genre, fungendo da fil rouge, tenendo il tutto connesso tramite l’unicità stessa del progetto e del sound che ne esce fuori. Apoteosi della “computer-music” in quanto produce solamente tramite l’ausilio del computer, niente sinth, niente drum machine, niente outboard, niente hardware, solo computer, d’altronde è appena maggiorenne e non potevamo che aspettarci un approccio 2.0, altro non è che lo specchio della società odierna e della sua epoca. E’autodidatta e molto attenta a non accettare aiuti dagli uomini, in quanto, a suo dire, sottovalutano le donne, a maggior ragione quando le vedono alle prese col mondo del “producing”, pensando costantemente che abbiano bisogno di aiuto, come se da sole non ce la facessero.  Lei, come tutta la “Staycore”, ce la fa da sola, e anche molto bene direi.

Toxe si è già esibita molte volte in giro per l’Europa, toccando anche l’Italia; e dove se non al C2C? Avanguardia nostrana dell’elettronica d’autore, alza prepotentemente il nostro standard in fatto di elettronica, dove siamo in prima linea finchè c’è da proporre grandi nomi triti e ritriti, ma che invece scompariamo quando si parla d’ avanguardia, ricercatezza e nuove proposte. Tove, fin’ora vede all’attivo un Ep di 5 tracce via “Staycore” , fatto di casse distorte a scandire il ritmo e arpeggiatori a portare un pò di melodia, accompagnati  a vocal che di tanto in  tanto fanno capolino nel disco. Se non avessi preventivamente saputo della totale assenza di apparecchiature analog nel suo setup, avrei detto che il suono caldo e sporco, provenisse da apparecchiature analogiche, invece è tutto digital, tutto software, tutto plug-in. Grande margine di crescita nelle produzioni in studio, basti pensare  che ciò che abbiamo ascoltato fin’ora, è frutto della mente di una diciottenne  appena approdata al mondo della produzione; peccato per i live, dove la mancanza di esperienza si fa sentire in modo abbastanza lampante, come tutta la “Staycore” d’altronde. Inoltre propongono dj set a discapito del live set, scelta a mio avviso limitante. Vogliamo vederla crescere insieme alla sua crew, in attesa dei suoi nuovi viaggi in musica.