Uno dei “ritorni” più attesi degli ultimi tempi da parte di un gruppo che ha segnato in maniera indelebile la storia del proprio genere è finalmente arrivato. Il Wu-Tang Clan, con The Saga Continues, ha risvegliato l’attenzione, la curiosità e la preoccupazione di chiunque abbia un minimo di passione per l’Hip Hop; la domanda è:”Soddisferà queste aspettative?”.
In parte. Nonostante i membri del gruppo siano quasi tutti presenti, non lo sono in tutte le tracce e questo costituisce un’arma a doppio taglio. Se da una parte, infatti, le tracce risultano così più “brevi” e ascoltabili, dall’altra il disco appare privo di uno dei punti di forza che contraddistinguono i precedenti lavori del Clan: la coesione e l’armonia tra rapper con stili estremamente differenti tra loro. Come se non bastasse i livelli dei vari artisti che vi prendono parte sono spropositatamente squilibrati, facendo quasi sembrare The Saga Continues un album di Method Man e Redman con collaborazioni di alcuni membri del Wu-Tang.

Anche dal punto di vista del sound l’album soddisfa solo in parte: tutti i beat sono prodotti in modo magistrale e non ce né uno che non si possa definire ottimo, tuttavia manca quel tipico suono sporco e rude che aveva caratterizzato il gruppo rendendolo così reale e iconico.

At my age it’s all about bread
Tryna be nice at 40, you can have it all shawty
I’m tryna make history, and history say
Fuck rap, I divorced her, the bitch bore me

Il primo brano, Lesson Learn’d, nonostante la qualità decisamente alta, riflette subito questi problemi: il beat di Mathematics sembra quasi una fusione tra il tipico stile Wu-Tang e quello di Brooklyn degli anni 90, mentre Inspectah Deck e Redman incatenano una barra dopo l’altra, ma allo stesso tempo mancano quei classici “marchi di fabbrica” del collettivo, creando l’impressione di star ascoltando il terzo Blackout.

If y’all can hear me, I guarantee you the feds listening
So I be spittin’ in barcode, nothin’ left in the tap, dog
And after the last call, the bar close
This my Cohiba, cigar blow

If Time is Money (Fly Navigation) è una traccia che coglie alla sprovvista, sicuramente un ottimo brano, con un beat pesante ma allegro allo stesso tempo e delle strofe magnifiche di Method Man, tuttavia la voce del rapper e il suono della strumentale creano una disparità quasi disturbante, come a ribadire che Mr. Meth non può che stare su determinati suoni.

I share flows, when it enter your earhole
Shit, it’s a thing of pure beauty
Everything that’s spittin’ is written by yours truly
Nigga, when Sean write hard
Niggas do anything for it like Klondike Bars

L’ottava traccia, Pearl Harbor, è senza dubbio la migliore dell’album. Una vera e propria “posse track” prodotta da Mathematics con delle strofe spettacolari, aggressive e tecnicamente impeccabili di Method Man, Ghostface Killah, RZA e Sean Price (quest’ultimo in una strofa postuma), la cui voce profonda e inconfondibile sposa il beat in modo stupefacente.

I’m in it for the perks
‘Cause it’s not about the image, it’s the thirst
And how they kill your image with a verse
A hater get it worse

Una traccia sicuramente interessante è Why Why Why, traccia con una lievissima influenza Reggae nella quale RZA, in compagnia di Swnkah, analizza i principali e più salienti problemi della comunità afroamericana: la violenza, l’abuso di droghe e soprattutto l’abbandono dei bambini da parte dei padri e le conseguenti difficoltà delle madri single –sia economiche che pedagogiche- nel crescere uno o più figli da sole (un argomento raramente affrontato in un genere così dominato dal concetto di mascolinità).

Woah, hey, you should’ve saw her
You should’ve took that money to a college campus
But then again, I guess momma needed some Pampers

Altro brano particolare è If What You Say Is True, che prende come punto di partenza una frase già campionata in Bring Da Ruckus nel primo album del gruppo –Enter The Wu-Tang (36 Chambers)- e ispirandosi ad essa crea un brano dal beat epico arricchito da suoni di spade che fendono e si incrociano, una strumentale che potrebbe accompagnare la scena clou di un film di Kung-Fu Shaolin, ormai parte integrante dell’immaginario del Wu-Tang Clan. Le strofe di Cappadonna, Masta Killa, Streetlife e GZA riflettono appieno quest’atmosfera, lasciando anche spazio per un breve interludio del compianto Ol’ Dirty Bastard.

A rhyme is a struggle from conception
Series of complex maps in all directions
Totally dependent on an act of breathing
Learning, depending on an act of reading

Dal punto di vista qualitativo, The Saga Continues è indubbiamente ben realizzato e, alla luce sia della storia degli autori che del valore del prodotto stesso, certamente merita l’ascolto da parte di tutti i fan del genere. Tuttavia, nonostante non si possa parlare di una vera e propria delusione, ci si poteva sicuramente aspettare un po’ di più da un gruppo i cui elementi vengono da molti considerati delle vere e proprie divinità dell’Hip Hop.