«Le undici tracce di Wanderer raccontano quello che è stato il mio viaggio fino a qui», ha dichiarato Cat Power. «Come ho vissuto la mia vita, vagando di città in città con la mia chitarra, per raccontare la mia storia, nel massimo rispetto di tutti quelli che, prima di me, lo avevano già fatto. I cantanti folk e quelli blues, e anche tutti gli altri in realtà. Tutti hanno viaggiato, e io mi sento fortunatissima ad aver avuto la possibilità di fare altrettanto». Così torna sulla scena musicale Chan Marshall, con l’umiltà e la spensieratezza dei grandi; sulle spalle un bagaglio che contiene tutte le esperienze di questi sei anni, passati per strada probabilmente, in cammino e su palchi più o meno grandi.
Così ci consegna le tracce che compongono Wanderer.

Wild heart, young man, goddamn, no one to keep
Your goal is ages out for the end of your story
Gave my hand to Jesus when I ran away with you
Oh, wanderer, I’ve been wondering

Per Chan questo somiglia più ad un ritorno alla naturalezza, all’anima sporgente, al cantautorato limpido; che non sarà necessariamente il capolavoro che fu Moon Pix del ’98 ma che ne racchiude gli aspetti essenziali e la natura.
Nell’intro la voce che sostenuta da un tappeto sottilissimo di musica, vuole guidarci ed accoglierci per poi farsi più sostanziosa con l’aggiunta delle percussioni in In Your Face e sfociando nell’inesorabile Blues di You Get. Chan in tutto questo è vera e imperfetta, si lascia andare e trova un canale per entrare nella vostra testa e restarci; la sua voce si fa’ strada attraverso tutti i vostri strati e cerca di colpirvi dentro.

Funny you’re the broken one
But I’m the only one who needed saving
When you finally see the light
It’s hard to know which one of us is caving

Arrivare alla parte centrale del disco dove sono inserite le tre prove che, personalmente, preferisco è assolutamente la parte migliore.
C’è il primo pezzo dei tre che si chiama Woman e vede la partecipazione di Lana Del Rey ai cori; distante e ad un’orecchio disattento assente ma capace con la sua voce di donare a questo pezzo, di per sè già grande, un’atmosfera ancora più incredibile. Ascoltate il mescolarsi delle due voci, il creare legami, basterà questo a farvi sorridere.
Si passa poi per una filastrocca che ruota intorno alla famiglia di nome Horizon, con le influenze elettroniche che distorcono la voce man mano che il pezzo va verso la conclusione; per concludere poi con lo stupendo Pianoforte di Stay e delle geniali melodie che la voce di Chan riesce a cantare intorno a questa stupenda rivisitazione del brano di Rihanna, perchè chiamare cover un pezzo come questo sarebbe veramente una mancanza di rispetto.

Mother, I wanna hold your hand
Father, I need you to be a man
Sister, if there’s any help in me, I’m always on my way
Little brother, let’s get on to travel, let’s get up to something
Little sister, can I have this dance?

No non possiamo gridare al capolavoro, possiamo unicamente gioire del regalo che Cat Power ha deciso di farci. Queste undici intense tracce che segano il ritorno di una delle voci più pure del cantautorato Statunitense degli ultimi 20 anni e poco più.