A chi manca la radio? Probabilmente a pochi nostalgici memori dei “bei vecchi tempi”. Eppure tra queste persone sembrerebbe esserci anche Vince Staples nonostante le sue affermazioni tutt’altro che positive nei confronti della musica più “datata”. Reduce da Big Fish Theory, nel quale sperimentava estensivamente con l’elettronica, il rapper di Long Beach ci prende di sorpresa un’altra volta con FM!, un album molto breve e dal concept molto semplice: una stazione radiofonica. Quest’idea non è suggerita vagamente, anzi è presente in quasi ogni pezzo con dei piccoli interludi che simulano Big Boy’s Neighborhood, un programma radio di Los Angeles realmente esistente i cui conduttori hanno prestato la voce esclusivamente per questo progetto.

Questo espediente è un concept che annulla il concept: essendo il tema una stazione radiofonica, Vince non ha l’obbligo di seguire un filo conduttore -tematico o sonoro che sia- perché per definizione l’album deve presentarsi come una selezione arbitraria di tracce. Certo, detto così sembra che il rapper abbia cercato un’idea che gli permettesse di non pensare troppo al significato del suo lavoro, ma visto il suo curriculum è impossibile dire che al ragazzo manchino la creatività o le idee. Il risultato finale è, in linea col concetto di fondo, un sound più accessibile rispetto a quello del disco precedente, più “radio friendly” se vogliamo: canzoni orecchiabili che rimangono in testa anche dopo l’ascolto e che fanno venire voglia di ballare.

Summertime in the LB wild
We gon’ party ’til the sun or the guns come out
JB first one fouled out playing ball
Now the whole city love you, how?
Boy we know they wasn’t down from the get go
Dirty got a dozen rounds, better get low
Lil Johnny gave his life for this shit
All he got was a plot and a bottle from the Winco

Viste le sonorità, ci si aspettano dei testi superficiali, festosi o “da club”, ma è proprio qui che ci si sbaglia: se da una parte l’artista ha messo a punto una specie di “G-Funk 2.0” (mescolando il genere degli anni ’90 a quelli contemporanei) fresco ed estivo, dall’altra spinge il concept ancora più oltre con dei testi che trattano temi a dir poco crudi e problematici come violenza, droghe e tensioni razziali solo per menzionarne alcuni. Il messaggio che emerge da questo contrasto è palese: siamo talmente saturi e abituati alla violenza che, quando leggiamo o sentiamo delle notizie a riguardo, quasi non ci interessa e passiamo subito alla prima forma d’intrattenimento che ci capita sottomano per distrarci.

Feels Like Summer, la prima traccia, è un esempio lampante di tutto questo: il pezzo è una vera e propria hit estiva, soprattutto grazie al ritornello di Ty Dolla $ign, ma il testo colpisce come un fulmine a ciel sereno con i suoi riferimenti a gang, violenza e morti premature. Grazie all’intro capiamo anche il motivo della scelta di un suono così estivo a novembre inoltrato: a Long Beach ogni periodo dell’anno è un’estate che porta con sé sia le feste e la spensieratezza che le pistole e le sparatorie.

Everybody say it’s lonely at the top
I want my homies at the top
My little homie, he got shot
And now I’m moving by my lonely with the .40 and the mop

In Don’t Get Chipped  (letteralmente “Non farti sparare”) il ritornello di Jay Rock, la cui voce crea un meraviglioso contrasto con quella di Vince Staples, descrive l’intero brano in sé: la mentalità da gang, il rappresentare un nome che fa paura e la tossicità dello stile di vita che tutto questo comporta. Qui i nostri tornano indietro nel tempo al periodo in cui le rapine erano all’ordine del giorno e si sentivano intoccabili; sensazione che non può durare in eterno e che svanisce quando succede l’irreparabile a un amico.

Black and white like old flicks
We blam, he dance like Otis, I’m owed this
Give me all the money in my hand
Type of money pop a rubber band

Il tema è simile in FUN!, ma assume una sfumatura diversa: in questo pezzo viene accentuata l’idea di non voler fare male ad altre persone senza rendersi conto delle conseguenze che può avere questo tipo di comportamento. La partecipazione di E-40 costituisce per Vince un ulteriore motivo di sperimentare, unendo il sound creato per quest’album con quello tipicamente South dell’ospite, creando ancora una volta qualcosa di attuale ma che al tempo stesso ricorda il passato.

Particolarmente interessanti sono anche le tracce New Earlsweatshirt (Interlude) e Brand New Tyga (Interlude) con la partecipazione degli omonimi artisti per delle strofe brevi a creare, appunto, degli interludi. Il brano di Earl soprattutto sfoggia un’ottima capacità tecnica su un beat che lo mette indubbiamente a suo agio.

Don’t bring knives to the gunfight
We bring knives to the dayroom
North Side, right by the Popeye’s, popped out
Ran from the cops but the cops get shot now

L’ultima traccia, Tweakin’, non conclude effettivamente il disco, andando di nuovo in favore del concept: una stazione radio non ha una vera e propria chiusura, una volta finiti tutti i programmi il palinsesto si ripete daccapo. Allo stesso modo quest’album non si chiude, piuttosto ricomincia dall’inizio.

Con quest’album breve, Vince Staples ci dimostra ancora una volta di essere un pozzo inesauribile di idee e di non aver paura di sperimentare con il suono per creare qualcosa di inconfondibilmente suo, un sound che nessuno può imitare. Allo stesso tempo gli argomenti e la sua capacità tecnica dimostrano quanto il ragazzo sia necessario nella scena Hip Hop attuale.