Generalmente quando pensiamo a Tyler, The Creator, si pensa al rapper/stilista/comico controverso divenuto famoso per aver mangiato uno scarafaggio in un suo video musicale e per essere stato successivamente bandito sia dal Regno Unito che dall’Australia.
All’apice della sua fama con gli Odd Future, lui era palesemente visto come membro cruciale del gruppo, assieme ad Earl Sweatshirt e Frank Ocean, ma dopo la logorata rottura del gruppo, lui venne criticato da molti come musicista infantile alla quale piacesse fare scenate con la stampa e scrivere canzoni provocatorie per attirare l’attenzione.

Tutte queste critiche vennero messe a tacere nel 2017 però, grazie all’uscita del suo quarto disco, Flower Boy, un LP profondamente personale, riflettuto, musicalmente stupendo con arrangiamenti complessi ed atmosferici, tutto questo anche grazie al suo contenuto lirico che esplora un semplice giro in macchina che mette in mostra le paure, speranze e i dubbi del rapper verso la propria carriera e la sua vita privata.
Oltre al fatto che Tyler si fosse esposto a livello personale nei testi di quel disco, la cosa può essere osservata anche con il cantato serio delle tracce di quell’album, dato che in precedenza Tyler ha sempre tentato di farlo nelle sue canzoni con un tono sia sarcastico che comico.

Questa, secondo me è la base del suo ultimo disco, IGOR.
Se guardiamo la serie di concerti Tiny Desk (serie ottima per gli amanti della musica live, consigliatissimo) possiamo osservare questa fantastica citazione: “Excuse my voice, I can’t sing. But I don’t fucking care”.
Esatto signori, questo disco e quasi interamente cantato.

Don’t leave, it’s my fault (Girl)
’Cause when it all comes crashing down I’ll need you
‘Cause you make my earth quake


So cosa starete pensando, “Ma Chris, Tyler ha una delle voci più rauche e profonde del rap moderno, come fa a cantare bene?”
Ebbene sì, è un dubbio assolutamente valido, ma in questo caso risponderei alla domanda così: Non sa cantare.

Poi, chiaro, l’intera faccenda è tenuta in galla dalle modifiche che ha fatto durante le sessioni di registrazione per rendere commestibili le tracce, però sta di fatto che lui non lo sappia decisamente fare.
Fortunatamente questo fattore alquanto oggettivo contribuisce a quello che interpreto come una “dimostrazione di vulnerabilità”, sopratutto se ci si prende un’attimo per capire la storia che Tyler racconta con IGOR.

Questo è il secondo disco di fila da parte di Tyler con una narrativa costante e concisa, ma in aggiunta stavolta è molto piú facile immedesimarsi nella trama dato che si concentra sulla fine di una relazione romantica tra Tyler e un uomo (o donna) che gli ha essenzialmente spezzato il cuore, rifiutandolo per un’altra persona.
La paura di un rifiuto da parte di una persona per la quale si provano dei sentimenti forti è qualcosa che abbiamo tutti dovuto affrontare nella nostra vita, e questo disco segue tutti gli stadi di un rigetto del genere, dal terrore iniziale e la ricerca costante di conferme o di prove di affetto, fino al desiderio di mantenere un’amicizia di qualunque tipo pur di avere un ponte di dialogo o anche un semplice legame con questa particolare persona.  
Canzoni come EARFQUAKE con Playboy Carti, GONE GONE/THANK YOU, WHAT’S GOOD, e PUPPET con Kanye West  sono messe nell’ordine cronologico della storia tra il protagonista e il suo amante e questi “atti” sono divisi nella track-listing con cortissimi interludi narrati da Jerrod Carmichael che danno un piccolo retroscena alle canzoni del disco; questa scelta è intelligente, perché divide il concept di questo disco in spezzoni molto digeribili e “zuccherati” per il palato.

Exactly what you run from, you end up chasing.Like, you can’t avoid, but just chasing it and just like trying. Giving it everything that you can. There’s always an obstacle.

Da un punto di vista sonico una cosa molto riuscita del disco è l’arrangiamento e la produzione delle canzoni, perché anche se Tyler canta per la maggior parte del disco, in realtá la sua presenza è particolarmente ridotta in confronto alle sue uscite precedenti, credo che lui abbia deciso di concentrarsi sugli instrumental di questo disco in modo piú intenso di Flower Boy, e anche se gli instrumental di Boredom o Garden Shed sono fra i miei preferiti degli ultimi 5 anni, posso dire con piena certezza che anche quelle di IGOR sono fra le sue composizioni migliori.

Le note che usa per i sintetizzatori in questo disco, ad esempio, sono bestiali, in particolare quella dell’intro, IGOR’S THEME e anche della seconda parte di GONE GONE/THANK YOU e questa cosa è stupefacente considerando che pur avendo composto musica decisamente piú complessa in questo album, il sound rimane indistinguibilmente “suo”.

I’m not bitter or nothing, I understand that
Everybody making a choice according to plan and
We had two different blueprints, but understood her fluent

She opened up early on, I thought I had a permit
You started building a bridge and turned it into a fence
Then my building got tore down all because of your new tenant

Onestamente questo disco ha poche pecche peró se dovessi veramente andare a cercarle, al primo posto metterei in discussione la scelta di abbassare il volume per il microfono di Kanye West durante la sua strofa su PUPPET, soprattutto dopo essermi creato l’aspettativa di un SMUCKERS II per questa traccia (anche se tutto sommato, lui non dice nulla di sostanzioso). Ma ovviamente osservando questa cosa si puó facilmente capire che questa sia stata una scelta fatta per sostenere al meglio il concept del disco.

A parte quel piccolo dettaglio, questo disco si è rivelato un successo per il rapper e ne sono contento, soprattutto sapendo che IGOR ha non solo raggiunto ma debuttato nella prima posizione della Billboard Album Chart, battendo Father of Asahd di DJ Khaled, cosa che Flower Boy non riuscì a fare, ma inoltre a mio parere non è la sola vittoria di questo LP per Tyler, ma anche il successo del disco nei concerti.
Basta solo guardare i primi spettacoli dal vivo del disco per vedere come tutti i fan abbiano giá imparato i testi, cantandoli a squarciagola a sole due settimane dall’uscita del disco, un risultato che dimostra quanto siano orecchiabili i ritornelli assolutamente pop di questa raccolta nuova.
Thank you Tyler, very cool.