Riferendosi al loro quarto disco, i The Internet, super band ormai ex satellite degli Odd Future, hanno scelto un aggettivo particolarmente calzante, seppur immerso in una sconcertante vaghezza: “summery”.

Perché Hive Mind non è solo un disco molto più uptempo rispetto al suo predecessore, il languido Ego Death, ma è esattamente l’Estate, quella con la E maiuscola, distillata e ri-cristallizzata in purezza, fuori dal tempo, come in un film di Rohmer.

Se è vero che dal 2015 ad oggi Syd, Matt Martians e Steve Lacy hanno dimostrato di poter combattere ad armi pari coi soliti noti dell’R’n’B contemporaneo dando alle stampe una manciata di lavori solisti dal peso specifico notevole (se vi siete lasciati sfuggire Fin di Syd sappiate che è tempo di recuperare), è altrettanto vero che è quando la band di Los Angeles mette alla porta tutto il buzzing e comincia a divertirsi per davvero che si trasforma in una macchina da jam perfetta.

Hive Mind flirta senza cercare a tutti i costi di stupire, confidando molto di più nel flow che negli argomenti (chi ha bisogno di argomenti quando ha il funk?).

Sviluppata per pura ricombinazione di tutto ciò che di bello e buono abbiamo ereditato da Prince, la prima metà del disco è senz’altro tra le più convincenti dell’anno ed è subito evidente che la catena di montaggio dei The Internet quando vuole sa filare liscia come poche.

Come Together e Roll (Burbank Funk), dove l’influenza (positivissima) dell’amico e sodale Kaytranada si sente più forte che mai, ben riassumono il talento compatto e scevro di tecnicismi di Patrick Paige II e Steve Lacy, basso e chitarra del gruppo.

Come over” d’altra parte, slow burn in perfetto stile Syd,Tha Kid, è tutta attesa e struggimento. “Know you wrong/But ‘sho you right [..]/What you want/Baby you decide/Why we grown/Wasting time”: l’estate è soprattutto una guerra di posizione, non c’è mica bisogno che glielo dica, signora mia.Tra una pennica sui libri e un tuffo in piscina è davvero tutto tempo sprecato quello che ci resta?

 

I’m a hard act to follow, keep up your autumn
Move your feet, enjoy my sweet soirée
Look at me, I’m so suave
Dancing like your name Sade

Più chill di qualsiasi mojito berrete quest’anno, La Di Da è, insieme a The Beat Goes On, forse il pezzo più rappresentativo di questa nuova fase dei The Internet. Non più enfants prodiges, e certamente neanche più oggetto misterioso in quella galassia nebulosa che è l’Alternative R’n’B (un’etichetta che, per qualche motivo, non sembra mettere a proprio agio nessuno di quelli che ci si ritrova dentro), il collettivo losangelino sembra aver raggiunto un nuovo tipo di consapevolezza dei propri (notevoli) mezzi, riducendo al minimo i cali di giri (tra i più positivi “It Gets Better With Time” e “Next Time/Humble Pie”).

Senza niente da dover dimostrare, Hive Mind, nei suoi momenti più convincenti, suona come un disco fatto soprattutto per divertire e divertirsi e tutto sommato ci sta: a Settembre, in fondo, manca ancora tanto.