Fattosi conoscere tramite Soundcloud come molti suoi “colleghi” (i cosiddetti Mumble Rappers), Ski Mask The Slump God si distingue per il suo flow veloce e sincopato, ma soprattutto per la sua spiccata ironia e l’intenzione di non prendersi sul serio. Come fa intuire il suo nome, il ragazzo non ha intenzione di scrivere qualcosa di serio, il suo scopo è semplicemente intrattenere in un modo o nell’altro.

La copertina è una chiara dichiarazione in questo senso: guardandola ci si immagina già un mondo fatto di strampalate battute inappropriate e citazioni di tutto ciò che può essere definito “Nerd culture” (videogiochi, cartoni animati, cinema e qualche lieve riferimento al Necronomicon lovecraftiano).
Se dal punto di vista concettuale sembra poco più di un gioco, la parte tecnica è l’esatto opposto. Beware The Book Of Eli nelle produzioni come nella tecnica vocale, nella costruzione dei testi e nel flow è studiato in modo estremamente minuzioso, quasi maniacale.

Aye little bitch, Dragon Ball shit diamonds Destructo disk
Hopped in the gang, anime shit, full One-Punch Man fist

Le tracce sono tutte brevi -alcune durano addirittura meno di due minuti- ma la sensazione non è di mancanza di argomenti o di idee, il ragazzo riesce infatti a condensare tre ritornelli e tre strofe in pochissimi secondi, dimostrando una capacità di gestione del tempo a dir poco invidiabile.
Tuttavia, considerando il quadro generale, quest’abilità va a scapito dell’artista stesso: i brani sono solo dieci, risultando in un album dalla durata di una ventina di minuti appena, come vi fosse stata una fretta troppo ansiosa nel pubblicarlo. Sicuramente un disco esageratamente breve è più auspicabile di una zuppa allungata, tuttavia qualche pezzo in più non avrebbe sicuramente rovinato l’esperienza finale.

That bitch kitty be kiddin’ me, tryna belittle me
Know that she feelin’ me, giggity-giggity!
It be no biggity, diamonds move fidgetty
Smoke me a ciggity, fuck all your bitches, b

Le produzioni sono tutte rigorosamente Trap con un effetto lo-fi ma Ski Mask non disdegna un po’ di sperimentazione qua e là, come in COOLEST MONKEY IN THE JUNGLE, traccia con una batteria che trasmette la sensazione di essere, appunto, in una giungla, il tutto accompagnato da una sorta di violino scordato che suona note altissime, suono inizialmente destabilizzante, ma che ben presto diventa ipnotico e stranamente orecchiabile. Come se non bastasse, a rendere il tutto ancora paradossale abbiamo anche delle citazioni della frase tipica di Quagmire, personaggio de I Griffin, noto per essere un maniaco sessuale.

CHILD’S PLAY ha un beat veloce e dinamico e comunica in modo magistrale una sensazione di urgenza e di aggressività non indifferente; a condire il tutto un’interessante metafora: Ski Mask si propone infatti come una sorta di versione “ghetto” di Chucky, la bambola assassina dei film horror, personaggio che compare spesso nei suoi video.
Questo senso di urgenza e di velocità ricorre in molte delle tracce, che tuttavia riescono a non risultare monotone. Interessante anche il tema horror che torna molto spesso, come nel ritornello di LOST SOULS, che parla di annegare la competizione in un fiume di anime perse.

5k, no, 10k, what I make today? (okay, okay)
Bitch I’m from the South (drop top)
Tell a nigga, bitch come run my fade (from my South)
Slide straight to your crib, just like Chucky
Bitch come out n’ play (bitch, come out)

Molto sapiente ed eclettico è anche l’uso della voce, come nel singolare ritornello di THROWAWAY, nel quale il cantato di Ski Mask ricorda molto quello di Ol’ Dirty Bastard del Wu-Tang Clan, dando al tutto un senso strampalato di irrealtà e comicità.

Le collaborazioni di quest’album sono, purtroppo, un tasto dolente: Rich The Kid, Ronny J, SahBabii e Danny Towers risultano non solo inutili, ma addirittura dannosi, rubando spazio all’artista per portarci qualcosa che Ski Mask sarebbe stato benissimo in grado di fare meglio da solo; in un disco così breve questo è qualcosa di estremamente nocivo.

Michael Myers, I’m trying to kill that pus-sy (wet)
Sesame Street, I’m a monster for that coo-kie (mmm, munch)
Lotta gang shit going on, but I’m not Boonk Gang (Boonk Gang!)
Soo-min gonna give me happy ending (water!)

I problemi presenti in questo lavoro non vanno tuttavia a pesare troppo nel complesso, anzi sono facilmente ignorabili, soprattutto considerando la notevole capacità di adattamento e di intrattenimento dell’autore che è sicuramente riuscito a migliorarsi notevolmente rispetto al suo disco precedente e sembra avere ancora moltissime carte da giocare. Ski Mask The Slump God ha dimostrato di avere tutto il potenziale per diventare uno dei rapper più particolari e interessanti degli ultimi anni; sicuramente le premesse ci sono tutte.