È un viaggio nella densa nebbia del passato, il nuovo disco di Skee Mask, uno dei moniker del produttore tedesco Bryan Müller. Un viaggio in quel periodo nella prima metà degli anni ’90 che ha rivoluzionato il mondo dell’elettronica e poi, con l’arrivo del nuovo millennio, quello della musica in generale. Un viaggio nei territori dell’ambient-techno, del breakbeat e della drum and bass meno aggressiva che come tutti i viaggi nel passato regala qualche sorpresa inaspettata, ma nasconde anche parecchie insidie e cliché musicali difficili da evitare.

E Compro sembra davvero uscito dall’era dei registratori a otto tracce dei primi bedroom producer, a cui bastava un pad ambient analogico e una drum machine di seconda mano per tirare fuori grandi dischi. Ma Skee Mask cerca di andare oltre il puro citazionismo – oppure semplicemente se ne frega – e prova a metterci del suo. “Cerroverb”, che apre i 64 minuti del disco, sembra quasi il risveglio di quei suoni rimasti relativamente sepolti per quasi trent’anni: un basso che cerca la sua forma, un pad che si fa spazio fra lunghi eco e tocchi di organi digitali. Il risveglio continua e si conclude nella seguente “Session Add”, in cui i morbidi synth si incrociano con un pattern ritmico costruendo una combinazione che sembra uscita dai primi lavori dei Boards Of Canada, con quella loro tipica malinconia nostalgica.

Il viaggio prosegue entrando nel vivo con “Rev8617”, un nome criptico che anticipa lo spostamento di baricentro verso gli Autechre più melodici, quelli di dischi come Quaristice e Overstep, e poi con la martellante “50 Euro to Break Boost”: ci ritroviamo fra gli spazi fumosi e allucinati di un rave dei primi anni ’90 arrivato alle battute finali. Stesso copione, con aumento del ritmo, anche per la seguente “Via Subs Mids”, uno dei brani più riusciti del disco. Comincia a delinearsi in modo più chiaro l’eredità di un gigante come Aphex Twin e il grande tributo che Skee Mask gli concede in ogni frammento del disco. Una presenza che a tratti si fa un po’ troppo invasiva, così come “Soundboy Ext.” sembra decisamente strizzare l’occhiolino ai ritmi indiavolati di Squarepusher.

Ma è un po’ la doppia faccia di Compro, un disco che regala buone trovate ritmiche e melodiche, ma lo fa pescando a piene mani da un baule ancora pieno di tesori da scoprire. E così i suoni ipnotici di “Dial 274” e quelli più giocosi di “Muk FM” derivano senza troppi giri di parole dai lavori analogici del primo Aphex Twin, ovviamente più puliti e forse anche meno incisivi di quelli registrati dal giovane Richard D. James. Con “Vli”, ottavo brano del disco, Skee Mask ci fa riprendere fiato concedendo una piccola oasi costruita solo su un paio di synth alla Brian Eno. Poi il ritmo torna ad aumentare per la corsa finale, che trova il suo apice in “Kozmic Flush”, in cui si fa qualche passo avanti verso gli anni 2000 con la drill and bass allucinata di drukqs, sempre del solito Aphex Twin. Ma c’è anche da dire che il confronto regge. Compro arriva alle battute finale con “Calimance (Delay Mix), una parentesi elettroacustica condita con sprazzi di free-jazz; il cerchio si chiude e tutto si riaddormenta tornando al passato.

Ridurre il nuovo lavoro di Skee Mask a una sequela di citazioni intervallate da pochi sprazzi di originalità sarebbe però troppo severo. C’è tanto altro: una brillante produzione a metà fra analogico e digitale, la volontà e il coraggio di confrontarsi con le proprie origini musicali, anche per definirle e metterle in chiaro, ma soprattutto 64 minuti molto vari e mai banali di buona e sana elettronica. E quindi, nonostante tutto, Compro è un viaggio che tutti gli amanti del genere dovrebbero concedersi.