Rinvigorito dal nuovo nome Alex G, ora (Sandy) Alex G, ci regala il suo quinto album in studio dal nome Rocket. Disco che va ad inserirsi benissimo nel suo cammino musicale di chiaro stampo Indie/Lo-fi, il nostro giovanissimo cantautore riesce a curare, in Rocket, maggiormente il suono pur mantenendo la sua impronta chiara e marcata in ogni pezzo. (Sandy) Alex G, riesce a costruire magistralmente melodie sgangherate e fuori tempo che però si inseriscono perfettamente nel comparto musicale fatto di chitarre acustiche, violini, chitarre elettriche, controcanti delicati e pianoforte.

Per descrivere questo disco sarebbe sufficiente citare un solo brano di esso, contenuto nel finale; si tratta della struggente ballata Big Fish, canzone dove tutto ha il sapore di Elliott Smith, tanto da sembrarne un ricordo o una chiara dichiarazione d’amore da parte dell’artista verso una delle sue più forti fonti d’ispirazione. Il tono decisamente lo-fi e la voce malinconica di Alex G ci regalano il pezzo più bello di tutto l’album, intriso di una forza quasi disperata.

Riavvolgendo un poco il disco ci troviamo di fronte una traccia che sembra venuta fuori da tutt’altro spazio e artista.
Sportstar è un tripudio di voci effettate e contaminazioni elettroniche, pur conservando nel pianoforte l’anima più pura del nostro (Sandy) Alex G; merito di questa apertura è la collaborazione dello stesso artista con Frank Ocean, portandolo a sperimentare e a inserire nel suo disco questa traccia che segue perfettamente lo stile di Ocean, pur restando ancorato al suo cantautorato e alle sue melodie particolari ed uniche.

Riavvolgiamo ancora un pò e siamo già all’opening track del disco: Poison Root: sussurrata, con una melodia stranissima, un crescendo di strumenti vari che si interrompono di netto sul finale per lasciare partire la traccia successiva e lasciarci quasi storditi dal non aver avuto un finale, che per inciso in questo disco sarà una costante.
(Sandy) Alex G, è capace anche di costruire bellissime ninna nanne come Bobby, dove la dualità tra voce maschile e femminile si innesta perfettamente sulla chitarra acustica e il violino, creando un’atmosfera così tanto leggera e disinvolta che sarebbe naturale volerla cantare senza mai smettere.

Rocket è una piacevole cameretta dove ci sono tanti strumenti e una persona che canta melodie sgangherate che ci faranno stringere il cuore o ci accompagneranno durante il nostro sonno, una cameretta dove si sta bene e la voglia di andarsene è veramente poca.
Genuino e spontaneo, (Sandy) Alex G è stato capace ancora di stupirci e calamitare l’attenzione verso di se, lasciandoci un disco che la dice lunga sulla bravura di questo ragazzo di soli 24 anni.