Il duo Rae Sremmurd torna con il loro secondo capitolo SremmLife 2, a due anni di distanza della loro prima uscita “SremmLife” che li ha resi celebri grazie a brani come “No Flex Zone” e “No Type”, già diventate vere e proprie perle dell’hip hop moderno. Vi racconteremo l’essenza di questo disco in cinque punti, senza mancare nulla.

Chi sono i Rae Sremmurd?
Il disco
Tracce migliori
Poche pose, tanta sostanza
Conclusioni

CHI SONO I RAE SREMMURD?

I Rae Sremmurd sono un duo hip-hop proveniente da Tupelo, in Mississippi. E’ composto dai due giovanissimi fratelli Khalif “Swae Lee” Brown e Aaquil “Slim Jimmy” Brown che cominciarono sotto il nome d’arte di “Dem Outta St8 Boyz”, producendo principalmente musica a casa. Per un periodo il gruppo si esibiva come trio con l’aggiunta di Andre Harris, con il quale portavano in giro la loro musica attraverso vari show televisivi, fra cui “106 and Park” che li ha portati poi ad avere incontri con case discografiche come Def Jam Recordings e Sony Music. Il duo firmò nel 2014 con Ear Drummers Entertainment, e in seguito pubblicò il loro primo album in studio, “SremmLife” debuttando nella quinta posizione nella classifica Billboard 200, con cinque singoli, fra cui ricordiamo gli ormai celebri “No Flex Zone”, “No Type” e “This Could Be Us”. La rivista Complex nominò Sremmlife miglior album del 2015, suscitando qualche perplessità e consegnando una grossa responsabilità al duo, che con Sremmlife 2 affronta, in modo decisamente impavido, il grandissimo hype generatosi.

IL DISCO

Il duo di Tupelo con l’uscita di Sremmlife 2 si porta dietro tutte le grandi aspettative che gravitavano intorno a loro, rispettate con non poco fasto. I Rae Sremmurd si dimostrano così maturi, nonostante la loro giovane età, da affrontare con pregevolezza la sfida che era stata loro lanciata dal pubblico e dalla critica. L’album è una raccolta di quattordici pezzi prodotti in gran parte dal loro mentore Mike Will Made-It, e vari featuring con gente come Lil Jon, Gucci Mane e Kodak Black. I Rae Sremmurd smontano tutte le formule adottate in “Sremmlife”, diventando dunque dei veri e propri perferzionisti: “Set The Roof” con Lil Jon e “Now That I Know” sono un esempio di come questo disco abbia sì portato con sè le influenze del primo album, ma che allo stesso tempo la variante synthpop che l’accompagna ha regalato al quadro generale una ventata di straordinaria frizzantezza. Il duo subito mette in chiaro ciò che vuole e deve fare, senza mezzi termini, ed in brani come “Black Beatles” e “Look Alive” vengono ridisegnate anche loro ambizioni, svincolandosi dall’ascendente “bubblegum rap” che gravava su di loro. “Sremmlife” finisce, man mano che si ascolta questo secondo capitolo, per diventare sempre più un ricordo lontano definendo strade che appartengono alla vera anima di questi due giovincelli. “On Swang” e “Take It Or Leave It” sono fra i brani più impegnati del disco, con i due fratelli che nei pezzi giocano quasi al tiro alla corda, con Swae Lee che prima si destreggia col falsetto (On Swang) e poi le urla a squarciagola (Take It Or Leave It), e con Slim Jimmy sempre pronto a stabilizzare la situazione. Si creano così due anime contrapposte, ma necessarie l’una all’altra per completarsi. Ci sono anche momenti frenetici nel disco e “Shake It Fast” con Juicy J sembra agganciarsi come a far da traino e si inserisce perfettamente nel tutto dando una certa continuità e coerenza all’album. La crescita del duo è palese, con Swae Lee che si apre ad ogni orizzonte possibile fra urla e falsetti e Slim Jimmy che dimostra una maturità artistica non da poco.

TRACCE MIGLIORI

Fra le tracce migliori spiccano, in primis, “Set The Roof” featuring con un Lil Jon in forma straordinaria che il duo decide di rispolverare per questo loro disco, dimostrandosi una scelta azzeccatissima. “Look Alive”, singolo che ha presentato l’album, e “Black Beatles” sono delle perle che hanno del sopraffino, dove i Rae Sremmurd mettono in mostra tutto il loro talento. Altro pezzo da lodare è “Take It Or Leave It”, brano impegnato e complesso, probabilmente traccia che simboleggia la crescita artistica dei nostri “SremmBrothers”.

POCHE POSE, TANTA SOSTANZA

I Rae Sremmurd venivano da un disco che aveva prodotto cinque singoli di platino, facendo dunque del loro predecessore un grandissimo peso da portare sul groppone e soprattutto ciò che li aveva presentati al pubblico come una grande rivelazione che doveva essere necessariamente riconfermata. Ebbene, in questo sequel i due fratelli si scrollano via qualunque preoccupazione, e nonostante la posta in gioco, affrontano l’esecuzione di questo album senza alcuna posa o pressione. Il grande successo di “Sremmlife” avrebbe potuto tranquillamente far sì che il duo si crogiolasse nel passato, dando dunque in pasto al pubblico un disco sufficiente a smorzare le aspettative; e invece no, i Rae Sremmurd fanno il colpaccio, dimostrandosi innovativi, cresciuti e dei veri e propri portenti.

CONCLUSIONI

SremmLife 2 mette in mostra tutto il talento di questo giovane duo, che non solo rispetta le aspettative ma addirittura le supera, spiazzando in positivo qualunque genere di critica. Probabilmente Complex l’anno scorso ci aveva visto giusto, vedendo nei Rae Sremmurd una promessa che sarebbe stata sicuramente rispettata.