N.B. Approfittando della ripubblicazione di questo album nel 2016 ho deciso di cogliere l’opportunità per parlare di un lavoro che, a mio parere, non ha mai smesso di dividere la critica.

Lo ammetto; questa è la recensione più complessa che io mi sia mai trovato a scrivere fino ad ora nella mia vita. E non mi riferisco di certo all’enorme nome che questo gruppo si porta dietro dagli anni ’70 o ad una particolare complessità musicale dell’album in questione. Andiamo però con ordine; perché onde evitare stupide banalizzazioni voglio pormi nei confronti del Pop Group nel modo più onesto possibile. Anche se, la band in questione non si pone nello stesso modo nei confronti della società e del mondo intero.

How Much Longer Do We Tolerate Mass Murder? è un album denso di slogan politici; tanto superficiali quanto inverosimili. Certo, in questo momento, sono costretto a prendere una posizione pseudo-politica; ma quando ci si trova difronte a cose come questa non si può rimanere a guardare senza dire una parola:

In the camps of Cambodia / In the shanty towns of India / In the prisons of Argentina / Exploit cheap labour / Exploitation / The rape of the Third World / Western bankers decide who lives and who dies / 28 human beings / 21 of them children die as a result of hunger / every minute every hour of every day / Profit is thicker than blood / I present the illuminati

Non saprei come definire questa accozzaglia di luoghi comuni se non con la parola (che ultimamente va molto di moda) “Populismo esasperato”. E non saprei davvero come pensare che esistano al mondo persone pronte a credere a cose del genere. Perché, oltretutto, noto una presunta superiorità morale ed intellettuale di questa band; la quale si è affermata come un punto di riferimento della contestazione politica; ignorando completamente che nel 2016 queste tematiche potrebbero benissimo non essere riproposte. Certo; ho capito benissimo che quest’opera tratta di tematiche tutt’oggi attuali; ma la natura degenerativa di queste liriche non cambia nemmeno riascoltandole oggi.

Quando si parla di vite umane, di sfruttamento, di povertà, di persone che uccidono altre questa superficialità è quanto di più offensivo e riprovevole possa esistere. Io capisco che la forma della canzone non permetta grandi trattati politici in stile Ricchezza Delle Nazioni o Il Capitale; ma non posso nemmeno tollerare delle liriche vergognose come queste. Il problema più grande del Pop Group è che, oggi come oggi, nessuno sente davvero più l’esigenza della loro musica.

Per quanto riguarda questo How Much Longer Do We Tolerate Mass Murder? è il classico album free-punk e free-funk composto da rapidissimi riff chitarra, cantato sgraziato e tantissima rabbia repressa nei confronti di un universo descritto in termini apocalittici. In tutta la carriera del Pop Group (composta da soli 3 album + ristampe) quest’opera rappresenta una leggera flessione qualitativa rispetto all’acclamatissimo Y. Sinceramente non trovo in questo gruppo niente che mi emozioni davvero o che mi dica qualcosa di particolarmente interessante. Certo il fastidio per i luoghi comuni di cui questo album è denso non può che irritare la mia coscienza da giovane ragazzo cosciente del mondo. Nient’altro.