Se una settimana fa mi aveste nominato la Walk of Shame sicuramente mi sarebbe venuta alla mente la lenta marcia di Cersei Lannister, nuda lungo le strade di Approdo del Re che cammina e si fa lanciare qualsiasi cosa da chi gli sta attorno.
Oggi però ci accosterei anche una soundtrack, quella contenuta nel nuovo disco di Alessio Natalizia, al secolo Not Waving, che per puro caso si chiama anch’essa Walk of Shame.
Sono ritmi animaleschi e quasi tribali quelli contenuti in Good Luck, e più precisamente nella traccia sopracitata; pulsazioni costanti e taglienti che generano un crescendo di ferocia.

È un disco pieno di pessimismo all’italiana, tagliente e con il dito puntato all’egoismo. Me Me Me Where are We ne sono l’esempio calzante, l’atmosfera sempre animalesca ed una voce che(in Me Me Me) sovrasta tutto con il suo cantilenante “Me Me Me”, il tutto condito da suoni acidissimi. Non si fanno attendere anche i campionamenti di chitarre punk, immancabili atmosfere per chi ha ancora un vivido ricordo del precedente Animals, il punk fa parte dell’elettronica di Alessio sia come colonna portante, sia come elemento a se stante.

Quello di Natalizia  è un modo di vedere l’elettronica che si discosta dal moderno dancefloor e lo fa con un sonoro Tool(I Don’t Give a Shit) che sembra, e forse lo è, uno statement; il suo è un viaggio parallelo all’elettronica moderna che non ha intenzione di avvicinarsi, almeno nel futuro prossimo.
Se avete ancora dei dubbi Children Are Our Phuture, con annessa storpiatura di parola, ve li dissiperà tra glitch e campionatura di bassi e rullanti decisamente Punk e non convenzionali in quella che definiremo elettronica moderna.

Sicuramente non mi ha fatto balzare in piedi dalla sedia come il suo predecessore Animals ma, Good Luck resta un prodotto estremamente ben fatto e un valido seguito al percorso intrapreso da questo ragazzo nostrano, che resta un grande vanto e un’immensa soddisfazione nel paese del “In Italia non c’è più niente“; se ve lo dicono, ditegli che si sbagliano.